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Porto Torres 24notizieportotorresPoliticaAmministrazione › Porto Torres, portavoce di quartiere: «scelta arbitraria senza regole»
Mariangela Pala 6 gennaio 2016
Attivare la presenza costante sul territorio del portavoce di quartiere rappresenta uno dei punti principali dell’amministrazione pentastellata. Per l´opposizione vi è scarsa chiarezza su come il nuovo organo agirà e quali poteri avrà
Porto Torres, portavoce di quartiere: «scelta arbitraria senza regole»


PORTO TORRES - Attivare la presenza costante sul territorio del portavoce di quartiere rappresenta uno dei punti principali dell’amministrazione pentastellata che governa la città di Porto Torres. «Il primo obiettivo strategico è quello di avvicinare l’amministrazione al cittadino favorendo una maggiore partecipazione alle attività del comune. Per perseguire tale obiettivo si prevede di attivare la presenza costante del portavoce di quartiere, un’attività avviata e conclusa nelle settimane scorse in occasione del primo giro d’interventi nei vari quartieri della città». Sono le parole dell’assessore alle finanze, Donato Forcillo, espresse in occasione dell’ultimo consiglio comunale dove è stato illustrato il Dup (Documento unico di programmazione).

Ma quella che negli intenti dei Cinque stelle dovrebbe essere la massima espressione della democrazia, non ha suscitato lo stesso entusiasmo nell’opposizione: si critica la mancata discussione dell’argomento in consiglio comunale e la scarsa chiarezza su come il nuovo organo agirà e quali poteri avrà. Davide Tellini, consigliere comunale indipendente, ha sottolineato che dalle dichiarazioni emerse durante l’ultimo Consiglio da parte della maggioranza non si è ben compreso chi ricopra l’incarico e con quali strumenti esso venga indicato.

«Oltre ad essere consiglieri comunali ognuno di loro abita in un quartiere e conosce le criticità e le migliorie che possono essere fatte quindi - aggiunge l’assessore Forcillo - per competenza di aree è stato incaricato come portavoce di quartiere ciascun consigliere mettendo a disposizione il proprio telefono per eventuali segnalazioni». L’assessore alle finanze aveva comunicato al Consiglio l’istituzionalizzazione del rappresentante di quartiere, confermato dallo stesso presidente della commissione bilancio, Francesco Tolu «La caratteristica della maggioranza Wheeler è di avvicinare l’amministrazione al cittadino per migliorare il rapporto tra istituzione e comunità. Pertanto si sono già istituiti i portavoce di quartiere».

L’intervento del consigliere Paola Conticelli, capogruppo di maggioranza, segue un’altra direzione, ma chiarisce «i portavoce di quartiere furono istituiti non ufficialmente ancora prima delle elezioni, mettendo già a disposizione il nostro telefono e, durante gli incontri di quartiere terminati a novembre, abbiamo ribadito questa scelta ai cittadini per nominare fra di loro un portavoce. Ufficialmente non c’è un portavoce ma a breve si istituirà». Le dichiarazioni contraddittorie dei Cinque stelle hanno fatto storcere il naso al consigliere Tellini: «l’assessore Forcillo ha evidenziato, in modo chiaro che i portavoce di quartiere sono i consiglieri comunali del M5S, prendendo ad esempio il consigliere Pintus che, abitando a Serra Li Pozzi è l’unico riferimento della zona».

Lo stesso consigliere, infatti avrebbe lasciato il proprio recapito telefonico ai cittadini per segnalare le criticità del quartiere. «Diversamente la pensa la consigliera Conticelli – aggiunge Tellini - che nel suo intervento ha stigmatizzato che prima delle elezioni tutti loro si consideravano portavoce, mentre dopo il primo ciclo di incontri della Giunta nei quartieri, i rappresentanti saranno scelti tra i cittadini». Il consigliere Tellini evidenzia come sul tema vi sia grande confusione all’interno della maggioranza, «dalle dichiarazioni tale figura appare perfino illegale perché riferita ai soli rappresentanti del M5S. Così come è stata proposto, l’incarico assomiglia, più che a un portavoce, fatte le debite proporzioni, quasi ad una figura di carattere politico, simile a quelle presenti nei Paesi dell’est negli anni della guerra fredda».

I Comitati di quartiere, invece, sono disciplinati da uno specifico regolamento del consiglio comunale che ne regola il suo funzionamento e la loro democratica elezione. Molti dei consiglieri di minoranza riconoscono l’importanza di istituire un organo di decentramento, ma l’iniziativa ritengono debba essere condivisa con l’organismo democratico per eccellenza: il Consiglio comunale, espressione diretta del voto popolare.

«Quando sento che l’amministrazione deve riprendere il dialogo con i cittadini deve chiarire quali, - sostiene il consigliere di Ap, Alessandro Carta - o quelli che votano la parte politica di riferimento della maggioranza, e allora il dialogo è già stato instaurato, oppure con tutti i cittadini, come poche volte ho visto fare, ossia anche con coloro che sono rappresentati dai consiglieri della minoranza. Per quanto riguarda i portavoce di quartiere, - conclude Carta – credo sia stato scorretto istituzionalizzare una figura senza condividere la proposta con la minoranza, assumendovi da soli il titolo di rappresentanti di quartiere senza che il Consiglio ne fosse a conoscenza».

La minoranza ha sottolineato la differenza tra la democrazia rappresentativa basata sulle consultazioni elettorali e i portavoce di quartiere «un diverso autonomo modello rappresentativo i cui compiti e poteri sono però ad oggi sconosciuti». Il timore, secondo l’opposizione, è che l’iniziativa sia l’ennesima sortita demagogica e populista destinata al fallimento.
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