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Mariangela Pala 12 gennaio 2016
«La mobilitazione – hanno spiegato i sindacati - continuerà», dal momento che «oggi l´Eni non ha assunto alcun significativo impegno rispetto al tema fondamentale sul futuro della chimica e della chimica verde a Porto Torres»
Mise, sindacati insoddisfatti: confermato sciopero il 20 gennaio


PORTO TORRES - I sindacati sono usciti «insoddisfatti» dal tavolo su Versalis, la società che opera nel settore della chimica dell'Eni, che si è svolto al ministero dello Sviluppo economico e, come hanno annunciato alcuni leader al termine dell'incontro, hanno confermato lo sciopero di otto ore di tutti i lavoratori Eni e Saipem in programma il 20 gennaio. Il tavolo al Ministero dello Sviluppo economico rimane comunque aperto.

«Lo scenario mondiale e di business in continua evoluzione, evidenzia ancora, nonostante l'impegno profuso, limiti strutturali che necessitano l'individuazione di un partner per garantire continuità al piano investimenti sviluppato da Eni, assicurando il programma di sviluppo di Versalis e rafforzandolo ulteriormente», ha ribadito l'Eni dopo l'incontro di oggi. Il gruppo petrolifero conferma anche l'intenzione di «mantenere una partecipazione significativa a garanzia della concreta realizzazione degli obiettivi» e ribadisce i paletti già annunciati: conferma del piano di investimenti, mantenimento del perimetro industriale per almeno cinque anni, mantenimento dei livelli occupazionali per almeno tre anni, conferma della società italiana con sede in Italia.

Ma nonostante le rassicurazioni dell’azienda, le segreterie provinciali di Sassari, Massimiliano Muretti (Filctem-Cgil), Luca Velluto (Femca-Cisl) e Giovanni Tavera (Uiltec-Uil), non hanno nascosto la loro totale delusione e preoccupazione, «il Ministro Guidi non ha preso posizione aggiornando l’incontro al Mise con sindacati ed Eni fra qualche settimana, per questo noi confermiamo lo sciopero di tutti lavoratori il 20 gennaio prossimo». Nel corso dell'incontro «Eni ha confermato l'importanza del piano di trasformazione di Versalis, che nel breve termine ha consentito di riportare il comparto di business, in forte perdita da anni, a registrare risultati positivi già a partire dai primi 9 mesi del 2015.

La strategia di trasformazione - si legge nella nota - è centrata sulla focalizzazione in prodotti ad alto valore aggiunto (specialties), sulla razionalizzazione ed efficienza delle operazioni, sullo sviluppo internazionale attraverso partnership strategiche con importanti operatori mondiali e sullo sviluppo della chimica verde». L'eventuale partner, si legge ancora, «dovrà avere la disponibilità e le competenze per permettere di scambiare o ampliare il portfolio delle tecnologie di Versalis così da generare nuove opportunità di sviluppo e investimenti». Nel corso dell'incontro Eni ha confermato che continuerà ad assicurare un dialogo costante con tutte le parti sociali per illustrare in maniera puntuale le future evoluzioni.


«L'Eni è una società partecipata ma è autonoma: il Governo è coinvolto, ma le condizioni attuali non sono quelle del passato. Sono d'accordo che la chimica resti italiana e ci attiveremo perché il soggetto (acquirente, ndr) sia solido e affidabile», ha detto il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, al tavolo su Versalis, secondo quanto riferiscono fonti sindacali. «Il Governo - afferma Guidi in una nota annunciando una nuova riunione del tavolo in tempi brevi - non intende smantellare la chimica in Italia. Pur nel rispetto dell'autonomia gestionale dell'Eni, seguiremo con attenzione gli sviluppi del piano relativo affinchè si realizzi un progetto solido che dia prospettive di crescita e occupazionali».

Nel corso della riunione Guidi si è impegnata a valutare le opportunità che assicurino prospettive alla chimica, un settore strategico per il Paese: è stato quindi insediato il tavolo di confronto sulla chimica Eni. «La risposta dell'Eni - ha dichiarato il segretario provinciale della Uiltec-Uil, Giovanni Tavera- è insufficiente, e non è consequenziale con quanto affermato prima sulla necessità di mantenere come partner di Eni un soggetto solido e affidabile».

«La mobilitazione – hanno spiegato i sindacati - continuerà», dal momento che «oggi l'Eni non ha assunto alcun significativo impegno rispetto al tema fondamentale sul futuro della chimica e della chimica verde a Porto Torres». I sindacati provinciali hanno definito «notizia positiva» la partecipazione dei rappresentanti istituzionali dei tre comuni Sassari, Alghero e Porto Torres, sottolineando l’importanza del governo di mantenere un tavolo ancora aperto con la possibilità che si metta un qualche paletto in più nei confronti dell'Eni.
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