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Mariangela Pala 19 febbraio 2016
I sette rappresentanti dei Comuni della rete metropolitana riunitisi a Porto Torres hanno convenuto sull´idea di creare una prima bozza di statuto della Rete che dovrà essere discusso con la Regione, così da delineare al meglio le funzioni di questa nuova realtà istituzionale
A Porto Torres le basi per la Rete metropolitana


PORTO TORRES - Una prima riunione sulle reti metropolitane che ha visto riuniti sette sindaci dell’area vasta - Sassari, Alghero, Porto Torres, Stintino, Sorso, Sennori e Castelsardo – nella sala del consiglio comunale a Porto Torres. All’ordine del giorno la valutazione della legge di riordino degli Enti locali e l’avvio delle procedure di costituzione della Rete metropolitana. Poco prima l’incontro con i sindacati per affrontare le questioni relative alla vertenza Eni-Versalis. Attivare subito la rete metropolitana attraverso i sette comuni che la compongono, Sassari, Alghero, Porto Torres, Stintino, Sorso, Sennori e Castelsardo.

Dare un messaggio di accoglienza e apertura della rete metropolitana ai comuni o alle unioni dei comuni contermini, quindi creare una prima bozza di statuto e aprire immediatamente un confronto con la Regione. In sintesi questi i punti sui quali, questa mattina, hanno convenuto i sette comuni della rete metropolitana che si sono riuniti nella sede del Comune di Porto Torres. «Dobbiamo dimostrare capacità di accoglienza, - ha detto il sindaco di Sassari, Nicola Sanna - cioè che per il futuro, una volta anche delineata nei dettagli la struttura della Rete metropolitana, siamo disponibili ad accordi e non vogliamo chiudere le porte a nessuno».

Entro il 13 marzo i Comuni dell’area vasta possono decidere l’adesione alla Rete come previsto dalla legge. Si avvia così la fase della predisposizione delle procedure e dello Statuto, «nel frattempo abbiamo chiesto all’assessore regionale Erriu un incontro per valutare alcune opzioni come quella di aprire la rete anche ai comuni confinanti e - ha aggiunto il sindaco Sanna - comprendere al meglio le competenze dei singoli comuni». È stata sottolineata la necessità di far approvare al più presto un decreto legislativo di coordinamento delle norme statali e regionali in questione, perché recherà le norme di collegamento in materia di reti metropolitane.

Tra i vari temi che si dovranno disciplinare il primo cittadino di Sassari ha ricordato l'equiparazione della rete metropolitana, ai fini dell'assegnazione di risorse statali o europee, alla città metropolitana. Quindi ancora l'esercizio delle funzioni di promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, anche tramite la cura delle relazioni istituzionali con le città e aree metropolitane anche europee, e l'assunzione delle funzioni fondamentali delle province una volta che sia stato riformato il titolo V della parte seconda della Costituzione e modificato lo Statuto speciale della Sardegna.

«Abbiamo chiesto un incontro in Regione per definire le nostre competenze e chiedere di non essere equiparati all’ Unione dei Comuni al fine di configurarci come organismo più agile e snello che si occupi soprattutto di programmazione», ha detto il sindaco di Sennori, Roberto Desini. «Dal mio punto di vista l’obiettivo era un altro ossia la perfetta equiparazione con Cagliari e abrogare questa legge attraverso una iniziativa referendaria da assumere assieme alla maggior parte dei sindaci ma – afferma il sindaco di Castelsado, Franco Cuccureddu - intanto sfruttiamo le poche possibilità che la legge ci riconosce».

Per consolidare e strutturare la Rete «abbiamo bisogno delle indicazioni dalla Regione circa le funzioni da riconoscere all’organismo necessarie per predisporre lo statuto», spiega il vicesindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto. Determinanti i passi successivi, secondo il sindaco di Sorso Giuseppe Morghen «perché la rete non è l’area metropolitana anche se c’è una ventilata promessa da parte della Giunta regionale di equipararla ad essa, ma dobbiamo capire se questo organismo ci permetterà di trovare soluzioni per risolvere i problemi del nostro territorio». I sette rappresentanti dei Comuni della rete metropolitana, in chiusura, hanno convenuto sull'idea di creare una prima bozza di statuto della Rete che dovrà essere discusso con la Regione, così da delineare al meglio le funzioni di questa nuova realtà istituzionale.
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