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Mariangela Pala 19 marzo 2016
Dall’osservazione dell’incremento della percentuale di sfratti sul territorio, un numero sempre maggiore di famiglie si trova in condizione di sofferenza o vera e propria emergenza abitativa e questo bando rappresenta un’opportunità, seppure solo per una parte dei cittadini
Porto Torres: bando da definire sui 49 alloggi popolari


PORTO TORRES - Il reddito che non supera i 14mila euro circa rappresenta il requisito soggettivo fondamentale per accedere all’assegnazione degli alloggi popolari. In mancanza di tale requisito subentrano lo stato di disagio abitativo, le condizioni di sfratto e la presenza di disabili indicati dalla legge regionale numero 13 del 1989 per l’aggiudicazione delle case di edilizia residenziale pubblica che fanno parte del progetto “Vivere sostenibile”. Sono 49 gli appartamenti destinati alla locazione a canone sostenibile per un periodo non inferiore ai 25 anni, che hanno ricevuto un finanziamento di 5 milioni di euro, di cui 700mila a carico del Comune di Porto Torres e il resto a carico del ministero delle Infrastrutture e della Regione.

L’argomento, oggetto di discussione della commissione servizi sociali, presieduta da Paola Conticelli, interessa le fasce deboli della popolazione, che in questi anni sono aumentate a causa della forte crisi economica della città. Intanto si attende il termine dei lavori affidati all’impresa Holzfanil, (sede legale in Gravina in Puglia), e la definizione del bando da parte dell’amministrazione comunale, un’attesa che perdura da troppo tempo vista l’emergenza abitativa dovuta a diverse situazioni di sfratto e alla crisi occupazione causa dell’origine di nuove povertà.

Il sistema di edilizia residenziale pubblica risulta sempre meno sufficiente a far fronte alla totalità della domanda abitativa, ma comunque una possibilità per tanti nuclei familiari vista la complessità sociale che caratterizza il contesto della città di Porto Torres in cui la crisi ha colpito duramente il tessuto produttivo e ridotto ai minimi termini il polo chimico ed energetico. «Considerando la situazione economica ho ritenuto opportuno rendere pubblici i parametri stabiliti dalla legge regionale per l’assegnazione delle case popolari - in attesa di consegnare speriamo a breve le case», ha detto Conticelli.

Tra i beneficiari anche le famiglie della comunità Rom. «I rom hanno diritto come altri cittadini perché residenti da 50 anni in città ma occorre cautela nell’assegnazione delle case divenuta la seconda emergenza dopo la disoccupazione», interviene il consigliere Costantino Ligas. «Farò una battaglia nei confronti di coloro che si opporranno al riconoscimento del 10%, come previsto dalla legge, delle case alle famiglie rom, perchè solo così possiamo integrare la comunità e superare il degrado del campo sosta prendendo come esempio Alghero», ha sottolineato il consigliere Massimo Cossu. L’intervento è stato condiviso anche dall’assessore ai servizi sociali, Sebastiano Sassu che ha confermato la necessità di integrare le famiglie del campo rom, annunciando la convocazione della commissione del Comitato di gestione che si terrà il 25 marzo prossimo.

Inoltre l’assessore Sassu ha informato sulla stipulazione del Protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Un sistema per rendere più equa l’assegnazione delle case. Prossimo passaggio la definizione del bando, l’ultimo elaborato dall’ex Istituto autonomo case popolari (oggi Area) risale al 2004, mentre un alto bando comunale era stato predisposto dall’amministrazione Mura. Infine nel 2011 il Comune aveva elaborato una nuova graduatoria ma per abitazioni a canone moderato, 7 in tutto. Le unità residenziali - distribuite sui quattro corpi di fabbrica che verranno costruiti nella zona di espansione C3, in prossimità di via Loi e via Falcone e Borsellino – interessano oltre 200 famiglie le stesse che parteciperanno al bando.

Il progetto di edilizia residenziale prevede 24 case da 50 metri quadri (per 102 persone), 19 da 75 metri quadri (5 persone)e 6 da 90 metri quadri (oltre 6 persone). I lotti saranno corredati da giardini, accessi privati alle residenze, spazi verdi, aree di sosta, svago e gioco. Tutte le opere non dovranno ostacolare l’accessibilità delle persone diversamente abili o con mobilità ridotta. Il progetto tiene conto di tutte le prerogative riguardanti la sostenibilità e il risparmio energetico. Previsto un sistema di riscaldamento attraverso un sistema combinato di pannelli radianti a pavimento, pompe di calore e pannelli solari. Dall’osservazione dell’incremento della percentuale di sfratti sul territorio, un numero sempre maggiore di famiglie si trova in condizione di sofferenza o vera e propria emergenza abitativa e questo bando rappresenta un’opportunità, seppure solo per una parte dei cittadini.
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