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Mariangela Pala 23 marzo 2016
Sostenere il comune di residenza per le attività sociali che svolge destinando la quota del 5 per mille rappresenta per i consiglieri Cossu, Tellini e Carta una scelta che rischia di impoverire le associazioni cittadine
Porto Torres, 5 per mille al Comune: danno alle associazioni


PORTO TORRES - Sostenere il comune di residenza per le attività sociali che svolge destinando la quota del 5 per mille con una semplice firma sul modello della dichiarazione dei redditi. E’ l’invito dell’amministrazione comunale rivolto ai cittadini, una campagna di sensibilizzazione, sia attraverso il web che con materiale informativo da distribuire in città, per sensibilizzare le persone a devolvere al Comune di Porto Torres la quota che servirà ad integrare il fondo per la misura promossa dalla maggioranza pentastellata.

Il 5 per mille è una quota Irpef che lo Stato Italiano distribuisce anche per dare sostegno alle associazioni di promozione sociale, di volontariato e alle organizzazioni non lucrative, oltre agli enti che svolgono attività socialmente rilevanti. Il Comune intende utilizzare i fondi che saranno devoluti all'ente per introdurre e finanziare in parte il reddito di cittadinanza. «Una forma di aiuto – sottolinea l'assessore alle Politiche sociali, Sebastiano Sassu – destinata alle persone in difficoltà che aiuta a prevenire il rischio di impoverimento dei cittadini, dando dignità agli stessi».

Sono circa 6500 le persone fra disoccupati e innoccupati che avrebbero diritto al reddito di cittadinanza, uno strumento di politica sociale che richiede risorse consistenti derivanti da fonti diverse dal bilancio comunale e che non può essere finanziato dai contributi previdenziali versati da chi sta lavorando, ancor meno potrebbe essere recuperato da quei soggetti che operano con fatica nel sociale. «È bene chiarire – aggiunge l'assessore alle Finanze, Donato Forcillo – che non ci rivolgiamo a chi già destina abitualmente il 5 x mille per fini nobili come organizzazioni di ricerca o no profit, ma a coloro che abitualmente non indicano nessuna finalità nelle dichiarazioni dei redditi. Basta una semplice firma per evitare che le quote del 5 x mille vadano al di fuori del territorio di Porto Torres».

La proposta del M5s di recuperare fondi dal 5 x mille per istituire un “sussidio” di circa 500 euro mensili a favore di coloro che sono sprovvisti di risorse economiche, appare come «una pubblicità ingannevole dell’amministrazione che – afferma il consigliere Pd, Massimo Cossu, - crea false illusioni e speranze alle persone in quanto è impossible con quelle cifre istituire la misura di sostegno alle persone in difficoltà». Per l’esponente Pd «se tutti i contribuenti di Porto Torres donassero quella quota le risorse recuperate di circa 200mila euro sarebbero ben lontane dalle cifre necessarie per istituire il reddito di cittadinanza».

La proposta viene bollata come utopia dal consigliere Davide Tellini, «vorrei capire quali azioni ha sino ad oggi messo in campo l’amministrazione comunale, così come dichiarato nell’agosto 2015 sul reddito di cittadinanza che andava alimentato da fondi europei vincolati, sensibilizzando la Comunità Europea, in grado di garantire un bonus a chi ha un reddito Isee inferiore alla soglia minima di povertà». Una scelta definita da Tellini «strategicamente incomprensibile che evidenzia ancora una volta la confusione che regna per poter rispettare uno dei punti di forza del programma 5 stelle: il reddito di cittadinanza».

Di circa 20 milioni di euro l’anno sarebbe la cifra necessaria per poter istituire una forma di sostegno al reddito che punta a contrastare la povertà, utilizzando anche lo strumento del 5 per mille che «rappresenta una fonte di sostentamento fondamentale per tantissime associazioni, onlus ed enti benefici che, con grande discrezione - sottolinea il consigliere di Autonomia popolare, Alessandro Carta - intervengono quasi sempre in ambiti in cui le pubbliche amministrazioni, per carenza di risorse, non riescono ad arrivare». Favorevole ad una campagna di sensibilizzazione, il consigliere Carta sottolinea la necessità di «evitare di mettere in difficoltà le stesse associazioni che private di quel sostegno si troverebbero per assurdo costrette a chiedere fondi al Comune, peraltro a vantaggio di progetti che per essere realizzati richiedono fondi da recuperare altrove».
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