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Mariangela Pala 27 marzo 2016
Il consigliere Luciano Mura risponde alla proposta della giunta comunale di inserire nella convenzione Tirrenia la tratta Livorno-Porto Torres. Un porto turritano chiamato ad affrontare la crisi straordinaria dei traffici marittimi
«Lo scalo turritano fotografia del disastro economico del territorio»


PORTO TORRES - Il porto turritano una realtà chiamata, oggi più che mai, ad affrontare la crisi straordinaria dei traffici marittimi e, nel contempo, nuove sfide e scommesse provenienti da altri paesi del Mediterraneo, pronti ad allargare gli scambi commerciali con l’attivazione di nuove linee di collegamento. Ma «senza un’idea di sviluppo del porto – sostiene il consigliere comunale Luciano Mura – senza un progetto di quello che vogliamo fare di questo scalo rischiamo di andare avanti con sogni e proposte che producono una risposta provvisoria e parziale ai problemi del territorio». Nessun pregiudizio sulla proposta di delibera di indirizzo avanzata dalla giunta che ha l’obiettivo di chiedere la modifica della convenzione tra lo Stato e la Tirrenia al fine di inserire una nuova linea tra Porto Torres e Livorno.

«Una soluzione per incrementare i traffici e rivitalizzare lo scalo di turritano che ormai sta morendo», ha detto l’assessore ai trasporti, Marcello Zirulia. Nella delibera si specifica che “Porto Torres è lo scalo di riferimento di un bacino di circa 320mila abitanti, cioè il 20% della popolazione della Sardegna. In questo momento quattro navi collegano Livorno con Olbia e Golfo Aranci, trasportando anche quantitativi di merci destinati all'area vasta di Sassari”. La proposta nasce sulla base di alcune considerazioni. «Con la dismissione di buona parte dello stabilimento petrolchimico la Regione Sardegna ha riconosciuto lo stato di Area di Crisi al nostro polo industriale. Anche sulla base di questa decisione - aggiunge l'assessore ai Trasporti - una linea da Livorno verso il nostro porto sarebbe un sostegno, perché potrebbe consentirci di intercettare il flusso degli operatori del Nord Ovest Sardegna, costretti a imbarcarsi a Olbia invece che a Porto Torres. Per molte imprese ci sarebbe un notevole risparmio di costi e per la comunità ci sarebbe un risparmio in termini di sostenibilità».

Il movimento dei mezzi sulle strade, per l’assessore sarebbe minore e «si abbatterebbero i rischi d’incidente, l’usura delle arterie stradali e fino a cinque volte le quantità di emissioni di Co2, nel rispetto dell'accordo di Partenariato 2014/2020 Italia/UE, del Libro Bianco dei Trasporti e degli obiettivi della strategia Europa 2020». Condivisa l’idea che il trasporto marittimo sia più conveniente del trasporto gommato, «ma le linee nascono se c’è un’esigenza e il rimettere in discussione la convenzione con Tirrenia è un elemento che va valutato. Se dobbiamo fare una battaglia - ribadisce Mura - bisognerebbe partire da un ragionamento serio su quale sviluppo dare a questo porto nell’ambito dei traffici che costruiamo con il nord Europa».

La richiesta di collegare Porto Torres con Livorno è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, seppure non senza perplessità da parte dell’opposizione sulle prospettive del porto. «Questo scalo non recupera la redditività che aveva in passato inserendo una linea in più, una cosa positiva ma difficile. Noi dobbiamo ragionare sull’utilizzo delle aree a disposizione legate al processo delle bonifiche, un discorso che l’amministrazione non ha ancora aperto», sostiene Mura che sottolinea la necessità di un confronto con Eni su come gestire le aree industriali, importanti per le infrastrutture portuali e la logistica «se vogliamo dare più respiro al porto. Percorso che ancora non stiamo facendo», aggiunge l’ex sindaco.

«Eni continua a comportarsi come un’agenzia immobiliare e sta continuando a vendere o cedere aree a chi vuole senza che noi possiamo dire una parola. Allora dobbiamo aprire un ragionamento con Eni - spiega Mura - che riguarda le aree fronte mare e la logistica, senza la quale questo porto non va da nessuna parte. Non è una linea in più che ci risolve il problema, abbiamo necessità di costruire una prospettiva diversa in termini di traffico». Un ruolo da recuperare come piattaforma logistica confrontandosi con i vari enti che hanno competenza territoriale per sbloccare la situazione di stallo di un porto che rappresenta «la fotografia del disastro economico della provincia». Ma allora «chi l’ha deciso che le linee legate al processo di rigassificazione di quest’area devono passare attraverso il porto industriale? Chi ha deciso di vincolare quelle aree senza coinvolgere il Consiglio che non ne ha mai discusso? Ogni ente decide di impegnare la banchina dell’area industriale senza tenere conto del programma dell’amministrazione comunale», sottolinea l’ex sindaco.

Favorevole all’ipotesi di ricostruire un piccolo rigassificatore ma senza la necessità di vincolare tutte le aree del porto. «Eppure ci sono accordi che stanno andando in quella direzione e noi non ne abbiamo mai discusso – allora resta un dubbio su dove mettere le navi se le aree portuali sono vincolate». Secondo il consigliere Mura si è di fronte una serie di decisioni ed interventi che mancano di una regia. «Ogni ente si fa un’idea di sviluppo che è la sua e va avanti su quella strada in contrasto con i ragionamenti di questa amministrazione. Allora dobbiamo avere un progetto preciso per non rischiare di rispondere solo a situazioni di emergenza». La delibera del Consiglio comunale cita anche la risoluzione del Parlamento europeo per la condizione d’insularità, che considera l'accessibilità delle regioni e i collegamenti all'interno delle isole come fattori fondamentali per accrescere l'attrattività delle regioni insulari.
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15:10
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