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Porto Torres 24notiziesassariSportCalcio › Calciomercato: Daniele Bianchi al Latte Dolce
Red 14 luglio 2017
Prosegue senza sosta la campagna di rafforzamento del club biancoceleste. «Bello essere qui. La cultura del lavoro fondamentale per ottenere risultati», dichiara il centrocampista sassarese, proveniente dal Rieti
Calciomercato: Daniele Bianchi al Latte Dolce


SASSARI - Sassari calcio Latte Dolce sempre più proiettato sul mercato e sempre più sassarese. Il club del presidente Roberto Fresu assesta un altro importante colpo: arriva il centrocampista Daniele Bianchi, nato a Sassari e lo scorso anno in forza alla corazzata Rieti, grande protagonista nel girone e che ha poi celebrato la storica salvezza biancoceleste. L'operazione, portata avanti in piena sinergia dalla dirigenza e dal direttore sportivo Andrea Colombino, regala alla rosa di mister Massimiliano Paba un giocatore di valore e qualità che partito dalla serie D e dalla Sardegna ha saputo ritagliarsi spazi importanti e fare esperienze importanti fra l'ormai ex C2 e la quarta serie italiana. Da Calangianus (2007) alla prima ribalta nazionale in maglia Cisco Roma. Poi Tavolara, due anni di C2 alla Villacidrese, Anziolavino, Porto Torres ed il ritorno a Sassari in maglia Torres (2013/14 in C2). Quindi, due stagioni in forza alla Nuorese e l'ultima, da protagonista, giocata a Rieti. La firma è arrivata ieri (mercoledì), alla presenza di Colombino e del direttore generale Adriano Fantoni.

Prime impressioni biancocelesti?
«Banale dire positive, ma sono certamente di un ambiente sano, che ha voglia di crescere e di voler fare le cose nella maniera giusta. Si, sono decisamente molto positive».

Hai scelto di giocare per il Latte Dolce.
«Questa società, sin da quando ero ragazzino, è sempre stata molto attenta a gestire tutto in maniera oculata e con lungimiranza, tanto è vero che ha un settore giovanile. Ho sentito la voglia di migliorare e crescere con la giusta ambizione, senza frenesie ma con la politica dei piccoli passi. Molto spesso si abusa della parola progetto, ma secondo me in questo caso il termine è assolutamente appropriato: proprio applicando la politica dei piccoli passi si tenta di ritagliare uno spazio importante in questa categoria. Quel che più mi ha colpito è proprio questo: la voglia di crescere, e migliorare».

Che effetto fa tornare a giocare a Sassari da “padrone di casa"?
«Sassari è Sassari. Fa un bell'effetto, ma chi fa questo mestiere sa che giocare in casa è opportunità più unica che rara, pochi giocatori hanno questa fortuna. Ancora non mi sono mentalmente ambientato a questa situazione, ma devo farlo il prima possibile – sorride - Bello, ma sarò più chiaro su cosa si prova quando avrò iniziato la stagione con la squadra».

L'anno scorso hai affrontato la tua nuova squadra da avversario: cosa ti è più rimasto impresso?
«La prima squadra che è riuscita a battere il Rieti in casa. Al ritorno il risultato si è ribaltato (2-0 per il Rieti), ma il Latte Dolce aveva appena raggiunto la salvezza. Era una squadra con uno spirito combattivo, team molto compatto e cosciente delle proprie forze, dei suoi pregi e dei limiti. Si è salvata in abbondante anticipo. Seguivo con piacere il loro campionato, hanno fatto risultati importanti: l'impressione era buona già lo scorso anno».

Che campionato sarà quello 2017/18?
«Dipende dall'area geografica, dal raggruppamento in cui giocheremo, al nord come si dice o in zona Lazio. Due campionati diversi, li ho fatti tutti e due. Al nord trovi meno agonismo e più organizzazione a livello di gioco e societaria, nel girone laziale prevale la componente agonistica. Prematuro parlarne, ma sono dell'opinione che soprattutto in serie D, dove la componente di ragazzi under e giovani è molto forte, è importante concentrarsi sulla propria realtà-squadra per migliorare il livello attraverso il lavoro: ci cedo fermamente».

Obiettivi personali?
«Cercare di fare qualcosa in più, di compiere uno step in più ogni anno, parlo a livello personale naturalmente. Voglio calarmi subito nella quotidianità del Latte Dolce e non vedo l'ora di iniziare. Sarà importante improntare il percorso sulla cultura del lavoro e lavorare duro, perché ci sarà da correre e sudare. La cosa più bella per chi come noi fa il mestiere che gli piace e cercare di spingersi oltre i limiti: cercare di coltivare questo tipo di mentalità sarà davvero fondamentale».

Un messaggio ai tifosi?
«Cercheremo di farli divertire. Nessun proclama, ma secondo me se una squadra di calcio riesce a far divertire il suo pubblico ha raggiunto un bel traguardo e dà di se una immagine molto positiva. Cercheremo di divertirci e di far divertire chi verrà a vedere le nostre partite».

Nella foto: Andrea Colombino, Daniele Bianchi ed Adriano Fantoni
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