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Paola Correddu 12 marzo 2018
L'opinione di Paola Correddu
Fermiamo nuove brutte speculazioni


Dice il Sindaco: “Per essere chiari: in questi anni si è fatto un lavoro di programmazione urbanistica lungo e immenso, i piani particolareggiati portati a coerenza, adottato il PAI, depositata l'indagine socioeconomica e demografica, adottato il piano delle bonifiche e il PUT, conclusi i piani di contesto insediativi, storici e ambientali e definiti gli ambiti del PUC, concluso tecnicamente il PUL, non ci sono scuse per non andare verso la progettazione finale e l'adozione del piano urbanistico comunale. Questo per me significa tenere fede a una data: luglio 2018 in aula per l'adozione; a un percorso di coinvolgimento di tutte le forze politiche in consiglio comunale di maggioranza e minoranza e all'esterno di esso di tutti i cittadini nelle varie forme organizzate; a un metodo: riunioni settimanali aperte della commissione consiliare urbanistica. Fino all'approvazione del PUC non si diano autorizzazioni in parti pregiate e paesaggisticamente sensibili del nostro centro urbano, anche se nefaste coincidenze e combinato disposto fra PRG degli anni 80 e piani casa lo dovessero consentire. Ci viene in soccorso una legge regionale del luglio scorso che vorrei far recepire dal Consiglio Comunale. Sono per lo sviluppo della città programmato e partecipato, non per la speculazione edilizia. Gradirei che chi è tenuto alla tutela del paesaggio in Comune e negli altri Enti ne tenesse sempre conto. C'è un bene che vale immensamente più di noi”.

Per essere chiari: il percorso di programmazione urbanistica riguardante la città di Alghero è lungo di 24 anni, lambendo l’Amministrazione Bruno in quella che dovrebbe essere la sua fase conclusiva, quella di armonizzazione ed eventuale integrazione di tutti i dati raccolti nel tempo. Non vi sono pertanto meriti particolari di cui il Sindaco Bruno possa farsi vanto visto che molte delle ricognizioni preliminari risalgono a fasi precedenti al suo mandato. Anzi, dovrebbe spiegarci il perché di tutto questo tempo trascorso, 4 anni dal suo insediamento, per adeguare il rapporto sulle conoscenze – da quelle territoriali- ambientali- paesaggistiche a quelle sociodemografiche. E dire che molti aspetti non sono cambiati e al più dovevano essere aggiornati e messi in bella copia. E dovrebbe anche spiegarci a che punto sia l’attività di coprogettazione tra Comune diAlghero e RAS dopo la stipula del protocollo d’intesa del luglio 2014 (http://notizie.alguer.it/n?id=75577) e cosa dica la Regione di questa collaborazione che doveva servire ad accelerare il procedimento. Speriamo almeno che l’Amministrazione Comunale abbia già approvato le linee guida, quelle di cui aveva annunciato la presentazione già nel marzo 2015 (http://notizie.alguer.it/n?id=84744, altrimenti vien difficile prendere in parola il Sindaco Bruno, che ha promesso l’adozione del PUC entro luglio 2018.

Ci auspichiamo che da domani avvii la valutazione del piano in sede di Commissione Consiliare ed attivi una intensa attività informativa e di partecipazione pubblica su ogni singolo tema. Così finalmente tutti i cittadini potranno sapere come stanno le cose sulle zone B, di cui si fa un gran parlare in questi giorni e avere qualche risposta a proposito di quei palazzi che in modo inaspettato iniziano a sorgere in riva al mare. Facendo bene i conti il Sindaco ha circa tre mesi di tempo per svolgere i compiti delicati di cui scrive. Aspettiamo quindi con impazienza di conoscere il crono programma delle attività – le varie scadenze – vista la giusta preoccupazione di coinvolgere oltre alle forze di maggioranza e minoranza in Consiglio “tutti i cittadini nelle varie forme organizzate”. L'impegno assunto di non dare nel frattempo e prima di adozione di PUC “autorizzazioni in parti pregiate e paesaggisticamente sensibili del nostro centro urbano, anche se nefaste coincidenze e combinato disposto fra PRG degli anni '80 e piani casa lo dovessero consentire” appare, in verità, tardivo, viste le numerose aree di pregio utilizzate in deroga per operazioni immobiliari che potevano e dovevano essere evitate, come a Calabona. Nonostante tutto ci auguriamo che il Sindaco Bruno porti rapidamente in Consiglio il provvedimento di salvaguardia utilizzando la legge richiamata, in modo da riuscire a fermare nuove brutte speculazioni ed evitare che altre aree della città e il paesaggio a sud vengano stravolte da edifici inconcepibili in riva al mare. A meno che non si tratti di un provvedimento da approvare “quando tutti i buoi sono ormai scappati dalla stalla”, per salvare, come sempre, capra e cavoli.
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