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A.S. 13 marzo 2018
Atti depositati anche all´assessorato all´Urbanistica della Regione, che ha validato le conclusioni del Conagai e le ha inviate ai Comuni di Cargeghe e Alghero: quasi certa la chiusura delle due ferrate
«Giorré e Cabirol, ferrate abusive e pericolose»


Il 5 marzo 2018 l'Assessorato all'Urbanistica della Regione Sardegna, dopo aver visionato la perizia, redatta dalle Guide alpine italiane e relativa alle vie ferrate del Giorré e del Cabirol, ha scritto una nota al Comune di Cargeghe e a quello di Alghero: la comunicazione indica che nella relazione in questione si rilevano delle irregolarità in merito alla normativa di costruzione di tali impianti, al collaudo e all’abilitazione del progettista, e di conseguenza viene evidenziato un elevato rischio di frana che consiglia il divieto di utilizzo delle opere e la rapida rimozione delle stesse ai sensi dell'art. 35 e 47 del D.P.R. n. 380/2001. La perizia delle Guide alpine italiane è l’ultimo atto di una lunga serie di segnalazioni private e pubbliche, comparse negli ultimi anni su autorevoli blog di settore e testate giornalistiche. Ricapitoliamo di seguito la vicenda.

Sulla via ferrata del Giorré si era iniziato a parlare di illecito nel 2015: l’accusa era di invasività ambientale, pericolosità intrinseca al luogo, di dilettantesca realizzazione, nonché di abuso di professione ad alcune sedicenti “Guide”, responsabili anche della realizzazione degli infissi. Le Associazioni Gruppo d'intervento Giuridico e Mountain Wilderness avevano lanciato l’allarme sulla costruzione di ferrate in ambiente SIC e ad alto rischio di frana, in relazione al Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Sardegna, oltre all'abusivismo di professione di Guida alpina.

A seguito degli articoli sulle ferrate di Cabirol e Giorré sono arrivate al Collegio Nazionale Guide alpine italiane (Conagai ) segnalazioni per altre ferrate in Sardegna e non solo. In qualità di ente pubblico, il Conagai ha inviato gli esposti alla Procura della Repubblica. Successivamente la Prefettura di Sassari si è appoggiata alle perizie eseguite dalla locale stazione dei Vigili del fuoco, ma al contempo la Direzione Nazionale dei Vigili del fuoco dichiarava che perizie del genere non competono al Corpo. Il 31 marzo 2017 il Conagai ha richiesto un incontro alla Prefettura di Sassari per esporre le proprie perplessità, viste le tante segnalazioni ricevute, e a seguito di un gravissimo incidente occorso in condizioni similari nel 2016 in Sicilia. Tuttavia a distanza di mesi la situazione appariva ancora immutata, tanto che il 31 gennaio 2018 l'Assessorato all'urbanistica della Regione Sardegna ha richiesto al Comune di Alghero informazioni sulla funzione di vigilanza sull'urbanistica circa la ferrata del Cabirol. Per ciò che riguarda la via ferrata del Giorré, la situazione sembrava anche più preoccupante, visto il coinvolgimento del comune di Cargeghe e l'impiego di fondi pubblici.

Sebbene l'Assessorato all'Ambiente della Regione Sardegna abbia disposto la chiusura della ferrata da gennaio a luglio, non è seguito nessun altro provvedimento, così il Conagai ha fatto pervenire un esposto alla Guardia di Finanza, che ha aperto un'inchiesta ancora in corso. Poiché la professione di Guida alpina per le sue caratteristiche è l'unica che possa giudicare la posa in opera di una via ferrata da un punto di vista della valutazione dei canoni di sicurezza, il Conagai ha disposto di effettuare una perizia sulle due strutture, per valutarne le condizioni. La situazione che le Guide alpine hanno rilevato è risultata grave e altamente pericolosa. Le perizie sono state quindi depositate presso diversi enti di competenza tra cui l'Assessorato all'Urbanistica della Regione Sardegna, che ha validato le conclusioni del Conagai indicandole nella nota inviata il 5 marzo al Comune di Cargeghe e a quello di Alghero.
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