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Red 29 maggio 2018
«Quando la scuola funziona, i ragazzi non abbandonano gli studi», ha dichiarato il presidente della Regione autonoma della Sardegna, che ieri mattina ha visitato l´Istituto cagliaritano
Iscol@: Pigliaru in visita al Giua


CAGLIARI - «L’Istituto Giua è un bellissimo esempio di scuola, con studenti dalle motivazioni altissime, che non vedono l’ora di presentare ciò che hanno inventato e brevettato. E’ un modello per altre realtà della Sardegna e dimostra che quando una scuola funziona, non c’è il rischio di abbandono da parte dei ragazzi». Così il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, in visita ieri mattina (lunedì) all’Istituto cagliaritano, che in questi anni ha ricevuto riconoscimenti e premi nazionali ed internazionali per le scoperte dei ragazzi. Pigliaru, accompagnato da Alessandra Berry e Matteo Frate della Struttura di missione di Iscola, e dal professor Luigi Raffo del Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli studi di Cagliari, è stato accolto dal dirigente scolastico Alberto Mantega e ha visitato alcuni dei laboratori della scuola, nei quali gli studenti erano all’opera. I ragazzi ed i loro professori hanno mostrato al governatore dell'Isola le principali invenzioni brevettate in questi anni, dai berretti con sensori per non vedenti all'allarme che segnala la presenza di un peso sul seggiolino dell'auto, quando questa viene chiusa, all’app per ordinare un caffè al bar della scuola, a quella per controllare a distanza le luci della propria abitazione. Nell’Aula Magna dell’Istituto, si è poi tenuto un confronto tra Francesco Pigliaru, la Struttura di missione di Iscol@ ed i ragazzi.

«Col programma Iscola – ha detto Pigliaru – cerchiamo di fare due cose: la prima è rendere le scuole più funzionali, più belle e con arredi migliori. Ora ci sono 30milioni per arredi più moderni, perché pensiamo che questi debbano andare di pari passo con le grandi motivazioni e potenzialità che, sicuramente in questa scuola, i ragazzi hanno. La seconda cosa è puntare sui laboratori, nei quali vogliamo che i ragazzi possano lavorare insieme e collaborare magari anche tra scuole. Ecco – ha spiegato ancora il presidente alla platea di studenti ed ex studenti- vogliamo una Sardegna grande laboratorio di idee, per dare motivazione a tutti e affrontare un mondo nel quale queste competenze sono assolutamente essenziali per trovare lavoro e far crescere il proprio territorio. Idee valide, motivazione ed entusiasmo sono anche alla base del bando della Regione Talent up, rivolto a giovani che vogliono fare impresa. Siamo consapevoli che, per vari motivi, i nostri ragazzi sono penalizzati ed è per questo che saranno affiancati e supportati dalla Regione, che darà loro l’opportunità di frequentare le principali realtà d’impresa internazionali, a cominciare dalla Silicon valley».

L’Iis Giua ha quasi mille studenti, distribuiti tra la sede centrale di Via Montecassino, a Pirri, e la sede decentrata di Assemini. Il 14 aprile, al Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa, si è svolta la finale nazionale della gara di programmazione sulla Macchina di Turing e la squadra del Giua, composta dagli studenti Giusto Piedimonte eValentino Cadoni della classe quarta D Informatica, si è piazzata al primo posto, vincendo la competizione. I ragazzi hanno ricevuto un assegno di 500euro e la possibilità di immatricolarsi gratuitamente nell'Università di Pisa. Un premio di mille euro è stato assegnato all'Istituto Giua. A Milano, alla finale del concorso europeo “I giovani e le scienze 2018”, gli studenti Mirko Contini e Gabriel Orrù hanno vinto un premio internazionale con il progetto Pablo, che trasforma un normale aerografo in uno strumento a controllo numerico permettendo così a chiunque di realizzare ottimi ritratti di ogni genere. Il premio consiste nella partecipazione all'Expo sciences, in Messico, che si svolgerà a dicembre e che potrebbe aprire le porte alla partecipazione ad un concorso scientifico in programma qualche mese più tardi in Russia. Il progetto Pablo è stato realizzato nell'ambito delle attività dell'Hi-Lab, il laboratorio di ricerca applicata coordinato da Antonello Zizi.

Nella foto: un momento della visita
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