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Porto Torres 24notiziealgheroCulturaArcheologiaAlghero per l’archeologia con l´antropologo Sergio Sassu
Red 12 settembre 2018
Venerdì sera, nel Museo Archeologico, in Via Carlo Alberto 72, con la conferenza “Lingua e organizzazione territoriale nuragica nell´algherese e in Sardegna” prosegue il programma culturale patrocinato dal Ministero per le Attività culturali, nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale
Alghero per l’archeologia con l´antropologo Sergio Sassu


ALGHERO - Venerdì 14 Settembre, alle 18, nel Museo Archeologico di Alghero, in Via Carlo Alberto 72, con la conferenza “Lingua e organizzazione territoriale nuragica nell'algherese e in Sardegna” prosegue il programma culturale “Alghero per l’Archeologia”, patrocinato dal Ministero per le Attività culturali, nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale. A dar vita al secondo incontro del ciclo di conferenze, ripreso dopo la pausa dovuta all’organizzazione della grande mostra sulla civiltà nuragica “Nuragici: un territorio, un’Isola, il Mediterraneo” ed allestita nelle sale espositive del Complesso culturale “Lo Quarter”, sarà Sergio Sassu, antropologo-socio economista e dottore commercialista, specializzato nello sviluppo socio economico urbano, con particolare riferimento alla tutela e valorizzazione delle attività socio economiche dei centri storici.

La conferenza sarà la breve sintesi di una ricerca scientifica imperniata sull’influenza ed il trasferimento possibile, tra il 2400 ed il 1200 a.C. circa, della civiltà, cultura e religione, dall’antico vicino oriente e dall’Hiberia meridionale, in Sardegna e nell'Algherese. Periodo storico senza valida documentazione scritta, ma dotata di strumenti linguistici in possesso delle regioni citate, che ci ritroviamo nel linguaggio agro pastorale odierno.

Inoltre, ad Alghero (o meglio nella Nurra), sono visibili i resti di un antico passato dell’età del Neolitico e bronzo: oltre 103 nuraghi, la reggia nuragica di Palmavera, le necropoli estese di Anghelu Ruiu e Santu Pedru, e tante altre vestigia storiche che sono la testimonianza di oltre 4mila anni delle attività dell’uomo in un territorio fertile e aperto all’influenza di culture del Mediterraneo. Le ricerche genetiche confermano i contatti di culture del Medio oriente ed i musei sono ricchi di testimonianze archeologiche sulla frequenza di popolazioni civilizzate e dotate di una cultura e di idiomi che si sono sovrapposti nel tempo al linguaggio locale anche sostituendolo. In allegato la locandina dell'evento.
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