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Enrico Muttoni 13 settembre 2018
L'opinione di Enrico Muttoni
Siamo proprio alla canna del gas


Ad Alghero arriva la rete di distribuzione del gas per uso domestico. I mezzi di informazione ci dicono che arriva, ma non da dove parte, così come non ci dicono di quale tipo di combustibile si tratti. I sostenitori dell'iniziativa peraltro sostengono che gli utenti godranno di sensibili risparmi: ne avrebbero potuto dichiarare altrimenti. Si sta installando, dunque, una nuova infrastruttura in un territorio urbanizzato nel quale è presente una crisi demografica gravissima: le nascite sono limitatissime, e le nuove famiglie non si formano. Per invertire la tendenza, attivando dei provvedimenti subito, ci vorranno decenni.

L'impresa che costruirà la rete del gas, quindi, si troverà ad operare su un mercato in forte contrazione: e questo è un fatto, non un'opinione. E, a quanto pare, il gas servirà solo l'uso domestico, non quello industriale o artigianale. Del resto l'industria e l'artigiano languono o sopravvivono, ma non risulta che per rifiorire richiedano a gran voce l'introduzione di questa nuova fonte energetica: l'elettricità (magari da fotovoltaico) serve comunque, e per il resto c'è il gasolio. Quanto poi ai risparmi, nessuno quantifica gli stessi, non fosse altro per consentire all'utenza di calcolare il tempo, e la convenienza, della conversione degli impianti. Tutti i fornelli, e tutti gli scalda acqua, andranno modificati, e i secondi dotati di scarichi dei gas combusti. Un lavoro di qualche peso economico, che la gran massa dei pensionati residenti non gradiranno, e cercheranno di evitare.

Se poi l'azienda del gas seguirà, come pare verosimile, il comportamento degli altri distributori di forniture domestiche, gli algheresi si vedranno recapitare bollette nelle quali la voce consumi sarà minoritaria rispetto alle altre componenti del totale da pagare. Ovvero, un'altra tassazione nascosta, in una città dove le seconde case sono numerosissime. E che per dieci mesi l'anno non consumano, ma che per dodici pagano i canoni. E' il momento della domanda retorica: a chi conviene questa iniziativa? Alla azienda di gestione, e a chi intascherà i 17milioni del costo preventivato. Questa cifra sta diventando una costante per le nostre opere pubbliche, dato che una somma simile è costato quel prodigio tecnologico che è il depuratore cittadino.

Infine, la distribuzione del gas in bombole dovrà continuare ad esistere, perchè non tutti verranno raggiunti dalla rete. E, come capita spessissimo sul continente, dove ci sono case a 50metri dalla conduttura del gas a cui viene negato l'allaccio, in quanto non previsto dal progetto e dall'appalto. In attesa di conoscere dove verrà sistemato il deposito primario del gas, uno scherzo non da poco per le proprietà confinanti. Quando qualcuno diceva che l'economia di Alghero, e di tutta la regione, era alla canna del gas, non pensava certo di essere preso così alla lettera.
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