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Red 3 dicembre 2018
«In Sardegna molte esperienze positive nel campo dell’integrazione», ha dichiarato l´assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu, intervenendo all´incontro ospitato dall´Istituto De Sanctis-Deledda
Migrazioni: incontro a Cagliari


CAGLIARI - «Avvicinatevi alle persone indipendentemente dal colore della pelle. Cercate di conoscerle, da lontano è difficile capire se chi ci sta di fronte sia buono o cattivo». È l’appello lanciato dall'19enne ivoriano Kallil Ibrahim Kone, ospite del Centro di accoglienza di Cagliari gestito dalla cooperativa “Il Sicomoro”. Kallil è sbarcato a Cagliari nel 2016, a bordo di una nave del sistema Frontex al termine di un viaggio infernale dal suo Paese fino alla Libia e poi per mare fino alle coste italiane. Oggi, la sua nuova vita è caratterizzata dallo studio, dal gioco del calcio (è attaccante del Capoterra) e dalla passione per il cinema, che lo ha portato a ricoprire il ruolo di attore protagonista nel film “Fiore gemello”, di Laura Luchetti, presentato con ottimi risultati al Festival del cinema di Roma e poi a Madrid ed a Toronto. La pellicola uscirà nelle sale nei primi mesi del 2019. Kallil è intervenuto, a Cagliari, all’incontro organizzato dalla Regione autonoma della Sardegna nell’Aula Magna dell’Istituto superiore “De Sanctis-Deledda” nel quale l’assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu ha dialogato con gli studenti della scuola sul tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo e di coloro che hanno ottenuto la protezione internazionale.

Hanno partecipato al momento di approfondimento, scandito dalle tante domande giunte dalla platea, i 18enni Tchasse Rodrigues (camerunense, studente all’Istituto “Pertini” di Cagliari e calciatore nella squadra Frutti d’Oro), Jafaneh Kalilou (studente e scout nel gruppo Cagliari 3) ed il senegalese Baboucar Bihaye (che vive nello Sprar di Quartu Sant'Elena, studente, ora impegnato in un tirocinio formativo in un bar del quartiere cagliaritano Marina e calciatore con la maglia della Ferrini). Inoltre, erano presenti il dirigente scolastico Aldo Cannas, la mediatrice culturale Genet Woldu Keflay e la responsabile cooperativa Il Sicomoro Stefania Russo. I ragazzi venuti dall’Africa per cercare un destino migliore lontano da casa hanno raccontato la loro nuova vita senza nascondere particolari legati alla durissima esperienza del viaggio verso l’Europa caratterizzato da privazioni, sofferenze e violenze.

«È stato – ha sottolineato Spanu - un proficuo scambio di esperienze e di opinioni su un tema di vitale importanza per i nostri giovani che è necessario siano informati sulle cause e sui molteplici aspetti legati alle migrazioni. Vogliamo fare buona informazione e gettare un seme utile per gli adulti di domani. Le esperienze di Kallil, Tchasse, Jafaneh e Baboucar dimostrano che il lavoro sull’integrazione può produrre esiti molto positivi. Questi ragazzi sono ben inseriti nei contesti sociali in cui vivono, studiano, svolgono tirocinii, giocano a calcio rinforzando così gli organici delle nostre squadre. Ma ribadiamo la nostra preoccupazione per le negative ripercussioni che su questo sistema di ospitalità avrà la legge “Sicurezza” appena approvata dal Parlamento. Molti richiedenti asilo dovranno lasciare i centri di accoglienza vanificando i progetti di integrazione. Avere tante persone per strada - ha concluso l'assessore regionale - non ci sembra la soluzione migliore per la sicurezza degli stessi cittadini italiani, tenendo conto che il Governo non è in grado di dare corso ai rimpatri».

Nella foto: un momento dell'incontro
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