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Red 5 gennaio 2019
«Il Governo sblocchi immediatamente il progetto della dorsale per io metano in Sardegna, in caso contrario lo stop anticipato al carbone causerà all’economia della Sardegna danni irreparabili», dichiara il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa
«Stop centrali a carbone entro il 2025»


CAGLIARI - «Il Governo sblocchi immediatamente il progetto della dorsale per il metano in Sardegna, in caso contrario lo stop anticipato al carbone causerà all’economia della Sardegna danni irreparabili». Lo afferma Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori sardi, in risposta al decreto del Ministero dell'Ambiente, «che prevede per il 2025 la chiusura di alcuni impianti strategici in Sardegna, quale la centrale Enel di Portovesme, o quella di Fiumesanto, soprattutto dopo lunghe battaglie condotte nell'Isola e a Roma per salvaguardare il futuro lavorativo di tante famiglie».

«Il metano è una risorsa che deve essere utilizzata - ha spiegato Cossa - e noi non possiamo restare fermi a guardare. La Sardegna ha la possibilità di usare questo tipo di energia, e che ci permetterebbe di non risentire degli effetti del Provvedimento del Governo Conte. Il Decreto ministeriale rischia di avere effetti devastanti in territori già colpiti dalla crisi, come il Sulcis, e non possiamo permetterci di perdere ulteriori posti di lavoro».

«Se la soluzione è quella di togliere il carbone, perché rappresenta una forma di energia altamente impattante dal punto di vista ambientale, la soluzione esiste già: basta che da Palazzo Chigi la rendano operativa. L'obiettivo della Sardegna - conclude il consigliere regionale - deve essere quello di sbloccare la nuova interconnessione Sardegna-Penisola, o Sardegna-Sicilia-Penisola, in modo da raggiungere agevolmente l'obiettivo del Governo di arrivare al 55percento di fonti rinnovabili».

Nella foto: il consigliere regionale Michele Cossa
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