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M. P. 23 luglio 2014
Illustrate questa mattina alla Stazione Marittima di Porto Torres, le attività svolte per l’esecuzione dei lavori di escavo. L´assessore regionale Maninchedda ha affermato che in Sardegna manca una politica sulla portualità
Presentati lavori di escavo, ora altre urgenze a Porto Torres


PORTO TORRES - Le attività svolte per l’esecuzione dei lavori di escavo sono state illustrate, questa mattina nella Stazione Marittima di Porto Torres dall’ingegnere dell’ufficio tecnico, Claudio Vinci. Gli interventi hanno interessato negli ultimi anni la costruzione del nuovo antemurale di ponente, il dragaggio del bacino di evoluzione Prp (Piano regolatore comunale)e il riallineamento delle banchine Dogana-Segni del porto commerciale consentendo ai traghetti di attraccare, dopo circa quindici anni, nell’approdo prossimo al centro cittadino. Per il progetto sono stati spesi 1,9 milioni di euro finanziati dall’assessorato regionale dei Lavori pubblici. Alla presentazione pubblica erano presenti il sindaco Beniamino Scarpa, l’assessore comunale ai lavori pubblici Gavino Gaspa, l’assessore comunale alla portualità, Mauro Norcia, l’assessore provinciale all’ambiente Paolo De Negri, il Comandante della Capitaneria di Porto, Marco Nobile e l’assessore dei Lavori Pubblici della Regione Sardegna, Paolo Maninchedda. Presente anche Franco Satta funzionario della Soprintendenza per i Beni archeologici.

Nel novembre del 2011 Il Comune e la Capitaneria di Porto Torres avevano sottoscritto il verbale di consegna delle aree demaniali marittime, per dare il via libera all’esecuzione dei lavori di completamento dell’escavo del porto. Nel 2013 è stata emessa dalla Capitaneria l’ordinanza che disciplinava i lavori ai fini della sicurezza della navigazione e degli ambiti portuali. « Dopo la prima prova di simulazione di ormeggio, avvenuta il 7 marzo scorso ad oggi sono circa 50 gli scali effettuati su 150 giorni (1 nave ogni 3 giorni) e nei prossimi giorni si definiranno le condizioni di riassetto della viabilità interna al porto», ha dichiarato il Capitano di fregata, Marco Nobile. L’opera di dragaggio è stata effettuata incrementando la profondità del fondale sino a - 8 metri, quota sufficiente per consentire l’attracco delle navi traghetto. Il materiale dragato è stato utilizzato per riempire gli specchi acquei adiacenti il molo di ponente, è stata prevista inoltre la formazione di un piazzale sterrato nonché di una scogliera a protezione della colmata per consentire l'incremento delle banchine a disposizione per l'approdo delle navi nello scalo commerciale. «Con questo progetto spero di lasciare al mio predecessore un porto se non migliore almeno più ordinato di quello che ho trovato io due anni e mezzo fa», ha concluso il Capitano Nobile.

L’intervento del Sindaco Beniamino Scarpa segue un indirizzo diverso e uscendo fuori tema si rivolge all’assessore regionale Paolo Maninchedda per presentare una serie di richieste sulle questioni di estrema urgenza per lo sviluppo del porto e non solo. «Noi siamo sussidiari rispetto ad enti che governano la nostra città: il 50% del nostro territorio, Asinara, è governato dall’Ente Parco, altri 25% è governato dal Consorzio industriale, il restante 25% appartiene all’Autorità portuale che gestisce il demanio e poi ci siamo noi che dovremo gestire la piazza del comune e qualche quartiere». Insiste poi sulle questioni che richiedono investimenti importanti da parte anche della Regione: la camionale (13 milioni di euro), il terminal crocieristico Lunardi, Centro intermodale, il Travel lift (per operazioni di alaggio imbarcazioni) per rilanciare la cantieristica navale, il mercato ittico edificio abbandonato, e tutte le strutture che stanno sorgendo nell’area produttiva di Porto Torres.

Immediata la risposta dell’assessore regionale Maninchedda, «dobbiamo cercare insieme di essere equi nella distribuzione delle risorse e fare in modo che dove c’è più popolazione c’è più bisogno di servizi, e Porto Torres riescirà così ad ottenere maggiori finanziamenti». La sua attenzione si rivolge anche al porto, «non c’è una politica della portualità in Sardegna, ci sono porti attrezzati ma anche porti disordinati, e Olbia e Porto Torres mancano di una pianificazione», continua Maninchedda. «La legge sulla Portualità in discussione in Parlamento va cambiata in modo tale che l’autorità portuale non abbia competenze urbanistiche e di pianificazione e svolga le sue precise funzioni. Inoltre l’area industriale di Porto Torres sarebbe gestita meglio dal comune piuttosto che dal Consorzio industriale che andrebbe abolito», aggiunge l'assessore regionale. Altro argomento, il Parco Asinara che rappresenta il futuro sul quale occorre riflettere.«Per affrontare le varie tematiche immaginiamo sinergie, e riunioni tematiche sull’area di Porto Torres tra assessorati e amministrazioni per risolvere i problemi» conclude l’assessore, proponendo un incontro tra i funzionari di Abbanoa e gli amministratori locali con i quali discutere l’incognita acqua non certo in maniera "romantica".
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