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M. P. 14 settembre 2014
Il consigliere Toni Chessa di Sinistra ecologia e libertà denuncia la mancata applicazione del capitolato speciale d´appalto riguardante il Parco dell´ Asinara
Chessa, Sel:«il capitolato rifiuti Asinara non viene applicato»


PORTO TORRES - «Il capitolato speciale d’appalto riguardante l'isola dell' Asinara non viene applicato», accusa il consigliere Toni Chessa di Sinistra ecologia e libertà, in occasione della riunione sulla commissione ambiente in cui si è illustrata la bozza del “Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, igiene urbana e ambientale”, e che costituisce il presupposto su cui predisporre il nuovo capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. «I regolamenti come i capitolati vanno scritti, approvati ma soprattutto vanno fatti rispettare, cosa che a Porto Torres non è mai avvenuta» continua Chessa.Un chiaro ed esplicito riferimento anche all’Asinara in cui il servizio è carente per diversi aspetti, dove mancano una serie di interventi programmati, «C’è solo un compattatore e ne erano previsti almeno due, tre le isole ecologiche da allestire sull’isola delle quali nessuna traccia, un Ecocentro di cui non si sa ancora niente (quasi come l’ecocentro comunale da aprire nel centro urbano)» sottolinea il consigliere Chessa.

Questo nonostante si legga nel capitolato dell’Asinara (allegato A): «Fa parte dei servizi anche la gestione della raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati dell' isola dell' Asinara. A tal fine , il committente ha individuato di concerto con l' ente parco Nazionale, la localizzazione per il posizionamento di tre isole ecologiche entro la data di affidamento del presente appalto. Il committente metterà a disposizione della ditta aggiudicataria due Autocompattatori elettrici e una spazzatrice di medie dimensioni ( finanziati dal Ministero dell'Ambiente e di proprietà del Comune di Porto Torres) finalizzati alla gestione dei rifiuti dell' isola dell' Asinara. Il servizio richiesto dovrà essere ben curato nel progetto offerta, anche proponendo soluzioni innovative e a basso impatto ambientale».

Chessa critica duramente la gestione dei rifiuti sull’isola, un fattore determinante di promozione turistica dell’Asinara che durante l’anno registra una popolazione variabile che supera le 50mila presenze, con una conseguente produzione elevata dei rifiuti solidi urbani, in particolare durante la stagione estiva. Per risolvere il problema della raccolta dei rifiuti sull’isola, l’amministrazione comunale aveva pensato ad un sistema di raccolta a cassonetto con piccole isole ecologiche e punti di raccolta, in considerazione della specificità del territorio che certo non si presta alla tipologia del “porta a porta”, adottata nel centro urbano. Il progetto prevedeva il posizionamento di cinque scarrabili, ognuno per tipologia di rifiuto, dove conferire quanto raccolto nelle isole ecologiche da ubicare nelle zone di maggiore afflusso di visitatori: Cala d’Oliva, Cala Reale, Fornelli, Tumbarino, Campu Perdu e Trabuccato.

In tutto erano state previste otto isole ecologiche da costruire con materiali riciclati provenienti dalla raccolte differenziata della plastica. Il tutto già acquistato dall’Amministrazione comunale che per abbellire i siti in cui sistemare i contenitori aveva previsto fioriere e pannelli colorati, anche questi in materiali riciclati. Lungo i percorsi più frequentati dovevano essere posizionati bidoni con colorazioni diverse a seconda del tipo di rifiuto e cestini portacarta. Il servizio di raccolta doveva essere integrato da dieci composter da 1000 litri, da sistemare nei punti di maggiore produzione di materiali organici. Eppure oggi nell’isola è presente un compattatore che sporadicamente viene azionato da un vigile urbano e che non riesce assolutamente a far fronte del carico di rifiuti presente, soprattutto durante il periodo estivo. «Praticamente un esempio di come non si devono gestire i rifiuti soprattutto in un parco Nazionale come l’Asinara», aggiunge Chessa.

«Sull’isola non si effettua la raccolta differenziata ma tutto ciò è ascrivibile alla presenza del Parco e della Conservatoria, con i quali bisogna accordarsi. Gli automezzi son ancora fermi all’autoparco, così gli scarrabili e i cestini gettacarte, poiché il posizionamento doveva essere concordato con l’Ente gestore del Parco. Un progetto di cui si sta occupando il consigliere delegato alle politiche per l’Asinara, Gilda Usai», giustifica così la mancata applicazione del capitolato l’assessore all’ambiente Gavino Gaspa. «Eppure nel capitolato c' è chiaramente scritto che il Comune e il Parco avevano già individuato la localizzazione per le isole ecologiche e tutte le attrezzature e gli strumenti per la raccolta», conclude Chessa.
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