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M. P. 23 settembre 2014
Il Partito democratico di Porto Torres avvia la fase congressuale che porterà al rinnovo di tutte le cariche elettive del direttivo e della segreteria
Porto Torres: il Pd avvia la fase congressuale


PORTO TORRES - Il Partito democratico di Porto Torres avvia la fase congressuale che porterà al rinnovo di tutte le cariche elettive, dal direttivo alla segreteria. Ancora da stabilire la data precisa, è certo però che il nuovo segretario verrà eletto entro il 12 ottobre 2014, presso la sezione del circolo cittadino di via Azuni, dove il congresso sarà riservato alla presentazione delle mozioni e delle candidature, nonché alla costituzione dell’assemblea congressuale e alla discussione politica. «Il prossimo 3 ottobre (data ancora da confermare), si svolgerà il congresso per indicare il futuro segretario cittadino e i delegati che eleggeranno il segretario provinciale, ma sopratutto per il rinnovamento della struttura del partito democratico con il direttivo cittadino e quello provinciale. Il partito, a distanza di ormai 5 anni (era il 2009) dal primo assetto definito ( il Pd nasce nel 2007, quindi quel congresso sanciva l'inizio ufficiale del percorso del nuovo partito democratico), in Sardegna si riorganizza e si avvia il congresso 2014. In questa prima fase voteranno solo gli iscritti anche per esprimere la preferenza per il futuro segretario regionale, questo voto verrà rafforzato dalle Primarie, aperte agli elettori democratici, che voteranno il 25 ottobre» così il segretario cittadino uscente Damiano Muru.

«Sono state presentate le candidature per il segretario regionale con tre democratici che rappresentano pienamente l'idea-partito, - continua il segretario Muru - Renato Soru si è messo a disposizione del partito per dare una maggiore autonomia rispetto a Roma, intesa sia come organizzazione centrale del partito, sia come politica regionale in senso più esteso e la presenza di Soru nel Parlamento Europeo non può che favorire questo processo di rinnovamento di cui ha fortemente bisogno il partito. Ma anche gli altri due candidati, Thomas Castangia (segretario provinciale Cagliari, proposta Civatti) e Ignazio Angioni (senatore della Repubblica, proposta Bersani), sono un chiaro esempio di come il Pd sia una formazione politica nella quale esiste un vero dialogo, un reale metodo democratico di eleggere la proprie strutture organizzative. Il partito deve continuare a lavorare nei territori quotidianamente alla guida delle amministrazioni comunali orientando la propria azione politica per migliorare le condizioni delle città e dei piccoli paesi e per far questo c'è bisogno di grande impegno da parte di tutti: dal primo tesserato fino all'ultimo elettore».

Nei prossimi giorni verranno inviate le convocazioni a tutti gli iscritti, chiamati a votare per eleggere i futuri dirigenti del Partito Democratico di Porto Torres e il segretario cittadino, entro il prossimo 12 ottobre. «Ho deciso di non ricandidarmi per dare un senso di rinnovamento, un progresso del partito che miri al coinvolgimento sempre più ampio dei cittadini e questo non solo perché siamo alla vigilia di un importante appuntamento elettorale (le elezioni comunali del 2015) ma perché è nostro primo dovere come partito democratico farlo. Ma non mi faccio da parte, perché la mia disponibilità al servizio del Pd ci sarà anche nei prossimi anni, sarò presente in ruoli differenti, quelli che il partito mi chiederà, consapevole della necessità di un partito forte che coinvolga, che sia aperto, ma che allo stesso tempo non disperda il patrimonio di idee e di competenze che negli anni hanno contribuito a portare il Pd ai risultati elettorali di successo degli ultimi anni», conclude così il segretario uscente, Damiano Muru.
Commenti
20:36
All´assessore Lampis va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, un grazie sentito per aver fatto proprio un nostro disagio e, con grande convinzione personale e politica, portato a termine il progetto del Marchio
6/12/2016
E se il travolgente “no“ della Sardegna somigliasse al voto per Trump dell’America profonda? Il voto di pancia chiesto da Grillo invece che il voto di testa chiesto da Renzi. E fra i commentatori più o meno interessati comincia a farsi strada l’idea che il risultato del referendum contenga anche un giudizio contro la giunta di Francesco Pigliaru. Ma si tratta di una falsa prospettiva: in realtà sono stati troppi, con il senno di poi, i passi falsi della strategia di Renzi che hanno portato alla sconfitta del “si”. Proviamo a ragionare senza preconcetti…
16:25
La nota a firma di alcuni esponenti politici algheresi sull´esito del voto al Referendum costituzionale del 4 dicembre in cui ha prevalso il No, e l´analisi rispetto alla situazione amministrativa cittadina
6/12/2016
Lo ha dichiarato il senatore sardo Luciano Uras del Gruppo Misto commentando il tentato femminicidio che si è consumato poche ore fa, questa volta in Sardegna, a Tempio Pausania
5/12/2016
Segue la provincia di Nuoro, con il 71,25%, mentre in provincia di Sassari il No si è attestato sul 69,38%. L´affluenza in Sardegna è stata del 62,45%
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