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M. P. 25 settembre 2014
Va avanti la trattativa privata per l’acquisto di E.On. Entro il tre novembre la nuova proprietà del patrimonio della multinazionale tedesca sarà nota, tale è la scadenza per le offerte vincolanti. Edison incalza
Edison punta ad acquistare E.On


PORTO TORRES - Va avanti la trattativa privata per l’acquisto di E.On. Entro il tre novembre la nuova proprietà del patrimonio della multinazionale tedesca sarà nota, tale è la scadenza per le offerte vincolanti, un pacchetto di investimenti pari a 2 miliardi di euro. «A breve ci sarà un pò di scompiglio tra i protagonisti del settore elettrico. Chi si aggiudicherà il patrimonio dei tedeschi, potrà fare la differenza nel mercato dell’energia. Ci sono 6,6 GigaWatt di potenza in gioco distinti fra idroelettrico, termoelettrico,cicli combinati,eolico e biomasse, più un portafoglio clienti di circa 800.000 energia e gas», lo sostiene il segretario del Settore elettrico Uiltec-Uil, Franco Peana. In questo modo si ridisegna il quadro della produzione italiana, un settore che resta ancora sotto gli effetti della crisi, « regole poco chiare sulle installazioni di fotovoltaico ed eolico, che poco armonizzano con il resto delle produzioni, tranne far cessare la produzione di diversi impianti prepotentemente, vedi casi emblematici come Sorgenia e Tirreno Power che insegnano», sottolinea il segretario Peana.

Tra i vari pretendenti insiste la Électricité de France (Edf), tramite la sua controllata italiana Edison, che si è proposta addirittura con una trattativa privata, interessata ad acquistare tutto il pacchetto E-On. «Come Uiltec auspichiamo per una conclusione cosi fatta, poiché armonizzare la vendita, la successiva riorganizzazione, all’interno di un gruppo allargato , genera meno rischi e maggiori possibilità per i lavoratori», si legge nella nota. Secondo Edison, nella prossima ripresa economica, sarà utile avere nel parco di generazione impianti termoelettrici a carbone. Non è chiaro se Edison giocherà la partita con dei partner, soci o fondi d’ investimento, magari per spacchettare e dividere il bottino, un attimo dopo l’acquisto. Non a caso, appaiono attori in questa vicenda che portano il nome di Shanghai Elettric Power, controllata dal governo di Pechino, tra i più grandi gestori di centrali di produzione in Cina, anche loro particolarmente attratti dalla centrale di Fiumesanto.

Altra trattativa privata è stata confermata dall’amministratore delegato dell’Enel , Francesco Storace, che vuole mettere le mani su Terni e su i suoi impianti idroelettrici per 513 MW, altro punto di interesse sono gli 800.000 clienti per elettricità e gas, che proietterebbero e non poco Enel Energia. «Ciò che manca davvero è rendere partecipi le parti sociali sugli sviluppi della trattativa, sulle strategie industriali che devono essere note, sugli affidamenti necessari per tranquillizzare il territorio, i lavoratori, gli enti locali», afferma il referente della Uiltec, che ribadisce come sia fondamentale il coinvolgimento delle parti sociali, che devono essere investite delle problematiche e delle decisioni, in una situazione dove le relazioni industriali a livello locale (Fiumesanto) si deteriorano giorno dopo giorno. Unica nota positiva di questi giorni, è stata la notizia della avvenuta richiesta della proroga dell’autorizzazione alla costruzione del gruppo a carbone, che scadrebbe il 4 dicembre 2014, «senza la quale si butta al macero l’unico progetto di costruzione per una centrale termoelettrica a carbone in tutta Italia. Come Uiltec e come sardi non possiamo davvero perdere questa opportunità», conclude il segretario Uiltec, Franco Peana.
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