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Mariangela Pala 1 ottobre 2014
Dall´accordo siglato tra l’Unione delle Camere di commercio e il Ministero dell’ambiente nasce il Rapporto sul valore dell’economia reale nel sistema dei Parchi nazionali
L’economia reale del Parco Asinara, rapporto del Ministero ambiente


PORTO TORRES - L’Asinara come “laboratorio delle dinamiche economiche” che consente di effettuare un’analisi approfondita dell’economia creatasi in seguito all’istituzione del Parco nazionale. Coniugare la conservazione della natura e la crescita dell’economia in cui l’ambiente si pone come fondamento del suo sviluppo, rappresenta oggi un passo necessario. E’ quanto emerge dall’accordo siglato dall’Unione delle Camere di commercio e il Ministero dell’ambiente, in’intesa per realizzare il rapporto sul valore dell’economia reale nel sistema dei Parchi nazionali, nata dalla convinzione che le aree protette rappresentano luoghi naturali di straordinaria bellezza, ricchi di biodiversità, ma anche “laboratori” sperimentali di buone pratiche di gestione del territorio e valorizzazione dei prodotti locali.

Nei giorni scorsi i rappresentanti dell’Ente Parco Asinara hanno partecipato ad un incontro a Roma con il Ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti in cui si è reso noto il Rapporto 2014 sull’Economia reale nei Parchi Nazionali e nelle Aree protette realizzato in collaborazione con l’Unione delle Camere di commercio, in cui si mette in luce numeri, cifre e storie delle esperienze positive dei parchi nazionali. Nel parco Asinara, le attività imprenditoriali sull’isola, nascono in seguito all’istituzione del Parco (1998): operano 42 imprese di tipo turistico, naturalistico e escursionistico, di cui 25 sorte insieme al Parco e con un volume di affari pari a 3milioni e 500 mila euro. La maggior parte delle imprese sono costituite da guide ufficiali del parco. Sono presenti diversi imprenditori turistici che operano in altre realtà locali. C’è da rilevare che Stintino infatti è la località geograficamente più vicina all'Asinara ed il centro dei maggiori traffici di passeggeri per l'isola.

Un dato sfavorevole è la stagionalità della fruizione che si concentra soprattutto nella stagione estiva, toccando picchi nel periodo dal 20 luglio al 31 agosto. Il numero dei visitatori si attesta intorno ai 100mila e considerando che ognuno spende una somma pari a circa 50 euro, il risultato sarebbe un flusso finanziario annuale di 5 milioni di euro. Un dato positivo, rileva il Parco dell'Asinara a dimostrazione che l'isola è un buo investimento in termini economico-finanziari, in cui oggi hanno trovato occupazione 138 operatori nel settore dei servizi ai visitatori. La differenza tra il volume di affari delle imprese che operano nell’isola (3 milioni e 500mila euro) e la ricaduta sul territorio di 5 milioni di euro, vale a dire 1 milione 500mila euro va a beneficio delle attività imprenditoriali che risiedono nei comuni limitrofi, in particolare a Stintino.

Dal rapporto risultano dati che evidenziano come la conservazione della biodiversità può affiancarsi non solo alla produzione di beni comuni ma anche alla creazione di valore economico. Nel parco sono tante le criticità che impediscono un vero sviluppo economico per la città di Porto Torres: acqua potabile, smaltimento rifiuti, servizi e trasporti adeguati, indispensabili per creare un’offerta turistica diversificata, con una maggiore presenza di strutture extra-alberghiere che rispondono alle esigenze di una clientela più attenta agli aspetti naturalistici e ambientali, per la cui tutela il Ministero del’ambiente eroga annualmente al Parco Asinara, 1milione 900mila euro e che potrebbe produrre un volume di affari ancora più importante di quello attuale.

Inoltre emergono alcune criticità dovuta ad un limitato riconoscimento della vera identità dei parchi nazionali e delle loro funzioni essenziali, spesso causa di uno spopolamento demografico. Occorre riconoscere un ruolo determinante all’agricoltura, alla filiera agroalimentare come driver di sviluppo sostenibile e di rilancio dell’occupazione, così come è importante puntare sulla filiera del turismo, un altro asset di possibile sviluppo dell’economia insieme alla nascita di cooperative e associazioni su iniziativa di giovani e meno giovani. Un possibile “effetto parco” inteso non solo come capacità di generare valore da parte delle imprese localizzate, ma anche in grado di produrre beni comuni, fruibili dall’intera comunità, anche al di fuori dei parchi stessi.
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