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Porto Torres 24notizieportotorresEconomiaLavoro › Icom e indotto, sciopero contro i licenziamenti a Porto Torres
M. P. 4 ottobre 2014
Ieri gli operai della Icom e dell´indotto hanno incrociato le braccia. Circa centotrenta lettere di licenziamento nei giorni scorsi sono arrivate agli operai della ditta che lavora sul progetto della Chimica verde
Icom e indotto, sciopero contro i licenziamenti a Porto Torres


PORTO TORRES - Ieri gli operai della Icom hanno incrociato le braccia. Cancelli chiusi e tutti fuori. La solidarietà arriva anche dagli operai delle ditte che lavorano con loro. Circa centotrenta lettere di licenziamento nei giorni scorsi sono arrivate agli operai della ditta che lavora sul progetto della Chimica verde. Uno sciopero di alcune ore, un’assemblea tra lavoratori e sindacati. Le difficoltà legate al polo industriale sono ventennali, le speranza legate alla chimica verde avevano portato ad accordi ben precisi che avrebbero dovuto far rinascere il polo industriale a Porto Torres.

Ma è evidente che ci sono ancora troppe lacune del sistema ed oggi ci sarà anche il blocco degli straordinari con la richiesta alla Regione di mantenere gli impegni con il territorio, presi una settimana fa nell’incontro a Sassari. Impiegate tutte le specializzazioni, dai saldatori ai tubisti, all’ingegneria meccanica. Ma anche autisti e gruisti (la Icom possiede un parco mezzi impressionante, compresa una gru da 500 tonnellate), lavoratori che si sono formati proprio all’interno dello stabilimento petrolchimico. «Il fatto che oggi si parli di bonifiche ci fa piacere ma vorremmo sapere che tipo di progettazione si vuole fare affinchè vengano mantenuti gli impegni delle società Syndial ed E.On, e se esiste un periodo di vuoto, noi siamo pronti a riqualificare i lavoratori», sostiene il segretario generale Fillea Cgil, Tore Frulio.

Alcuni lavoratori ritengono sia utile conoscere gli obiettivi della produzione di Matrìca, e se, come succede spesso, si operano scelte di delocalizzazione produttiva, dove la prima fase della produzione viene fatta a Porto Torres per poi trasferire la seconda e la terza, quella della trasformazione e dell’immissione nel mercato, in altre località fuori dalla Sardegna, con una frammentazione del processo produttivo di cui non si avvantaggia certo il territorio sardo, costretto a subire un ulteriore umiliazione. Ciò che chiedono i sindacati è un tavolo politico dove Governo, Giunta regionale ed Eni, che fino ad ora non hanno dimostrato grande concretezza verso la realtà industriale e occupazionale di questa area industriale, si confrontino sui mancati investimenti nel nord Sardegna. Per ora dunque il blocco degli straordinari, e la prossima settimana possibili ulteriori iniziative di sciopero.
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