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Mariangela Pala 23 ottobre 2014
Porte chiuse al Poliambulatorio di via delle Terme a Porto Torres. La Asl di Sassari comunica che per problemi impiantistici e strutturali la struttura resterà chiusa fino alla verifiche necessarie
Porto Torres: Porte chiuse al Centro prenotazioni


PORTO TORRES - Porte chiuse al Poliambulatorio di via delle Terme a Porto Torres. Da questa mattina il Centro unico di prenotazione dell’Asl è chiuso come riporta un cartello fissato alla porta di ingresso. Una interruzione del servizio che ha suscitato numerose lamentele da parte dei cittadini che si sono recati alla struttura. Nel sito della Asl di Sassari la comunicazione, apparsa ieri, in cui si avvisano gli utenti che per problemi impiantistici e strutturali la struttura resterà chiusa fino alla verifiche necessarie. Ma nessuno aveva avvertito la cinquantina di pazienti, in attesa di una visita prenotata da mesi, ritrovatisi questa mattina davanti al portone chiuso con su scritto un avviso “Su disposizione della direzione aziendale, si comunica alla gentile utenza ed a tutti gli operatori che il Poliambulatorio deve rimanere chiuso fino alla data da stabilirsi”.

L'Azienda Sanitaria, per ridurre al minimo i disagi, si adopererà per prendere in carico gli utenti già prenotati nella struttura di Porto Torres e indirizzarli in altre sedi aziendali presenti nel territorio. Dalle prime ore della mattina c’è stata una processione di persone che arrivavano per effettuare analisi, prelievi o visite già fissate all’ambulatorio di via delle Terme. Ma oltre al danno anche la beffa quella di usufruire di servizi sanitari all’interno di una struttura fatiscente e senza barriere architettoniche per facilitare l’accesso ad anziani e disabili. Il disagio ha riguardato anche gli operatori, che si sono recati presso la struttura di Andriolu per adempiere all’obbligo della timbratura dell'orario di lavoro.

Per tutti i pazienti l’incomodo di recarsi in altre strutture Asl fuori del territorio di Porto Torres, compresi gli utenti del Centro di salute mentale a cui è affidato il trattamento di coloro che presentano un disagio psichico, non in regime di ricovero, e che dovranno rivolgersi a Sassari presso la struttura di via Amendola. «È pazzesca però la modalità con la quale è stata presa tale decisione così improvvisa, nella notte di ieri» dichiara Davide Francesconi di Autonomia popolare che continua «parrebbe che la struttura sia stata da poco visitata da alcuni ingegneri che ne hanno immediatamente constatato le problematiche, peraltro conosciute da anni da tutti. Eppure nessun avviso nemmeno agli operatori che avrebbero potuto durante l'esercizio delle loro funzioni preallertare l'utenza».Il consigliere Francesconi sostiene che con un'azione forte da parte dell'Amministrazione, «forse si sarebbe potuta evitare questa spiacevole situazione che di certo e come al solito penalizza soprattutto l'utenza».

Ma quel che ancora lascia sbigottiti e che i servizi presenti in via delle Terme non sono ancora stati trasferiti nel Poliambulatorio in regione Andriolu. Una storia che risale a oltre dieci fa quando il Comune mise a disposizione dell'ente sanitario, in comodato gratuito, l'ex carcere mai entrato in funzione, costruito con fondi del ministero di Grazia e giustizia. L’Azienda sanitaria locale aveva giustificato il mancato trasferimento dei servizi perché riteneva gli spazi della struttura di Andriolu, non sufficienti per tutti gli ambulatori di via delle Terme. Una motivazione tecnica contestata dal gruppo consiliare del Pd, attraverso un’interrogazione che sottolineava come quelle promesse fatte tempo fa e mai mantenute creano solo danni alla comunità. Intanto la Asl ha pensato bene di chiudere senza preavviso il Centro unico di prenotazione, dimostrando di indebolire i servizi sanitari cittadini.
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22/6/2016
Il Piano socio assistenziale - annualità 2016-2017 -2018 - approvato all’unanimità dal Consiglio comunale prevede oltre 5 milioni di euro di stanziamenti complessivi per il 2016 utili per concretizzare iniziative non solo di mera assistenza ma anche di prevenzione al disagio e di integrazione
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