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Mariangela Pala 26 ottobre 2014
La regolamentazione della circolazione stradale sull’isola dell’Asinara è di competenza della Regione Sardegna. Il Ministero dei Trasporti chiarisce: la rete viaria è parte del demanio regionale
Viabilità all´Asinara, la competenza è della Regione


PORTO TORRES - La regolamentazione della circolazione stradale sull’isola dell’Asinara è di competenza della Regione Sardegna, proprietaria di tutto il territorio dell’Isola dell’Asinara e di tutti gli immobili (eccetto i cosiddetti “usi governativi” siti nell’area di Cala Reale). Il Ministero dei Trasporti ha risposto alla richiesta di chiarimenti inoltrata a luglio e risollecitata nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale in merito alle competenze relative alla disciplina della circolazione dei veicoli sulle strade dell’Asinara. L’approfondimento si era reso necessario in seguito alla recente determinazione del Commissario Straordinario dell’Agenzia regionale Conservatoria delle coste, Giorgio Cicalò che aveva revocato le precedenti ordinanze sulla disciplina della circolazione nell’isola parco, individuando il Comune di Porto Torres come autorità competente in materia.

Nella risposta inviata al Sindaco Beniamino Scarpa i dirigenti del dicastero hanno sottolineato che “attiene alla Regione Sardegna, stante l’incompetenza pronunciata in merito dall’Agenzia Conservatoria delle Coste della Sardegna, la cura della funzione attinente alla disciplina della circolazione dei veicoli sull’isola dell’Asinara, il cui territorio, inclusa la rete viaria, è ricompreso nell’ambito del demanio regionale”. «Il chiarimento fornito dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture non lascia spazio a dubbi interpretativi: la superficie dell’Asinara, comprensiva della rete viaria, fu trasferita a suo tempo dal demanio statale alla Regione che, a seguito dell’istituzione dell’Agenzia Conservatoria delle Coste, organismo tecnico-operativo di emanazione regionale, devolse a quest’ultima, come tutela di conservazione dell’area costiera, la gestione del territorio dell’Asinara», dichiara il sindaco.

Il Ministero ha precisato, inoltre, che “la rinuncia a proseguire nell’attività espressa dai vertici dell’organismo delegato in ragione di una presupposta incompetenza nell’esercizio della stessa, non implica l’individuazione, da parte dello stesso organismo, di altro soggetto a cui affidare discrezionalmente la funzione confutata, comportando il consequenziale ritorno, in capo al delegante, della piena titolarità della materia conferita”. «La Conservatoria, dichiarando la propria incompetenza sull’argomento, non poteva individuare il Comune di Porto Torres come soggetto titolare. Ci siamo opposti a quello che è sembrato essere un tentativo di scaricare sull’ente locale oneri finanziari importanti, come il controllo e la manutenzione delle strade, e il Ministero ci ha dato ragione. Se la Conservatoria delle Coste non intende più mantenere il controllo sulle strade dell’Asinara – conclude il sindaco – allora è bene che trasferiscano al Comune di Porto Torres la gestione di tutto il patrimonio immobiliare dell’isola parco».

Si riapre dunque la polemica sul trasferimento dei beni dell’isola al Comune di Porto Torres, una richiesta che dovrebbe essere accompagnata da una seria programmazione che consenta il pieno sviluppo del potenziale turistico e ambientale dell’Asinara. Fino al momento in cui questo obiettivo non verrà sostenuto e perseguito con convinzione, l’ipotesi di convivenza tra carcere leggero e fruizione pubblica, seppure controversa si riproporrà in maniera insistente. La percezione è che la tentazione di ripristinare il carcere dell’Asinara sarà sempre attuale fino al momento in cui l’isola non svilupperà un programma di valorizzazione del suo territorio, anche attraverso l’individuazione dei soggetti imprenditoriali ai quali affidare, attraverso la presentazione di progetti integrati di valorizzazione, i compendi immobiliari presenti sull’isola.
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