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Porto Torres 24notizieportotorresPoliticaAmbiente › Porto Torres, bonifiche Vinyls: appello a Regione e Ministero
Mariangela Pala 3 dicembre 2014
Nell’azienda chimica Vinyls collocata nel comparto produttivo di Porto Torres, le attività di bonifica e messa in sicurezza termineranno improrogabilmente l’otto dicembre
Porto Torres, bonifiche Vinyls: appello a Regione e Ministero


PORTO TORRES - Nell’azienda chimica Vinyls, dichiarata fallita dal Tribunale di Venezia l’8 luglio del 2013, e collocata nel comparto produttivo di Porto Torres, le attività di bonifica e messa in sicurezza termineranno improrogabilmente l’otto dicembre. I lavori verranno bloccati in seguito alla mancanza di fondi da parte della società in liquidazione, come ha confermato alcune settimane fa il commissario della Vinyls, Mauro Pizzigati, nella sede istituzionale del Comune di Porto Torres. Il sindaco Beniamino Scarpa e l’assessore all’Ambiente, Gavino Gaspa, hanno chiesto un incontro urgente agli assessori regionali all’Industria, al Lavoro e all’Ambiente per trovare una soluzione.

«Negli impianti della Vinyls non deve essere interrotta l’attività di messa in sicurezza eseguita dai lavoratori dell’azienda. Il Ministero dell’Ambiente e la Regione Sardegna devono raccogliere le legittime richieste del nostro territorio, garantendo la prosecuzione degli interventi e avviando azioni per la bonifica completa di un’area inserita all’interno del Sito d’interesse nazionale per le bonifiche». A lanciare l’appello è il sindaco Scarpa che ha inviato una lettera al Ministero affinché il governo «si faccia carico della prosecuzione degli interventi di messa in sicurezza, utilizzando i lavoratori specializzati della Vinyls, e di tutta la bonifica delle aree Sin in cui si trovano gli impianti».

La storia di Vinyls è un “opera d'arte” tutta italiana che investe il settore delle politiche industriali. Nasce nel 1986 come joint venture paritetica tra Enichem (l’azienda petrolchimica di Eni) e gli olandesi di Ici. In seguito nel 2001 passa agli inglesi di Ineos che nel 2008 manifestano la volontà di vendere le attività italiane (gli stabilimenti di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna) perché impossibilitata a chiudere il ciclo del cloro. Alla fine del 2008 cominciano così ad accumularsi debiti nei confronti dell’Eni che sfiorano gli 80 milioni di euro (per una società che all’epoca ne fatturava quasi 250 con 370 dipendenti italiani). Agli inglesi subentra l’imprenditore trevigiano Sartor, che 20 giorni dopo l’acquisizione fa dietrofront. Da qui comincia l’amministrazione straordinaria, l’epoca dei tre commissari che cercano il rilancio e nuovi investitori pronti a rilevare i tre stabilimenti. Ma nel 2013 dopo alcuni tentativi di ripresa, la Vinyls viene dichiarata fallita. Ciò che resta di quella esperienza, oltre ai lavoratori licenziati, è la pericolosità delle sostanze rimaste stoccate negli impianti, un’area definita “bomba ecologica”.

Ora si presenta il rischio che quei lavori di messa in sicurezza vengano bloccati per mancanza di liquidità della società. «I cancelli verranno chiusi – aggiunge l’assessore Gaspa – senza che prima sia stata completata la bonifica, senza il conseguente smaltimento dei residui dei serbatoi, delle vasche e delle linee annesse e senza che siano stati effettuati gli interventi relativi alla gestione dei rifiuti. L’area in oggetto è ad alta sensibilità ambientale, adiacente ad altri impianti produttivi e inserita nel Sin. Riteniamo indispensabile e urgente la ricerca di una soluzione che possa contemplare l’esigenza della messa in sicurezza con quella dei lavoratori». La strada potrebbe essere quella già intrapresa per gli stabilimenti Vinyls di Porto Marghera: «Bisogna dare continuità all'impianto mantenendo un buon livello di controllo ed evitando possibili inquinamenti qualora i sistemi attualmente in marcia vengano bloccati. Chiediamo perciò – conclude Gavino Gaspa – che ci sia un intervento simile a quello effettuato a Marghera, dove le attività sono proseguite con gli stessi lavoratori dell’azienda»
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