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Mariangela Pala 20 dicembre 2014
E’ bagarre sul Piano urbanistico comunale, la minoranza ancora una volta abbandona l’aula dopo aver cercato di far luce su alcuni punti oscuri di un argomento fondamentale per lo sviluppo della città
Porto Torres: l’opposizione non «adotta» il Puc, troppi dubbi


PORTO TORRES - E’ bagarre sul Piano urbanistico comunale, la minoranza ancora una volta abbandona l’aula dopo aver cercato di far luce su alcuni punti oscuri di un argomento fondamentale per lo sviluppo della città. Il consiglio comunale ha adottato, così a maggioranza, nella seduta di ieri, il Progetto preliminare del nuovo Piano Urbanistico Comunale avviando così il percorso formale per giungere all’approvazione del Progetto definitivo del Puc. Ad illustrare il progetto, l’architetto Vanni Macciocco e tutto lo staff tecnico incaricato a predisporre il Piano urbanistico e tutti gli strumenti di programmazione regionale. Il Piano urbanistico comunale è stato elaborato in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) nel rispetto del procedimento di Valutazione ambientale strategica.

Macciocco ha sottolineato l’attenzione e la riqualificazione della città esistente attraverso politiche di conservazione e valorizzazione del territorio dell’Asinara e dell’area relativa alla terra ferma. La caratteristica del Puc sta nel suo processo di pianificazione, che si è confermato come strumento che disegna il futuro di Porto Torres confermando le linee fondamentali elaborate dalle precedenti amministrazioni (iniziò con il mandato di Gilda Usai e proseguì con l’amministrazione di Luciano Mura). Presentato poi nel 2011 ha subito modifiche di tipo normativo e procedurale con un incremento delle attività previste, sviluppandosi attraverso la copianificazione con la Regione e contrattando alcuni elementi riferiti alle aree di competenza del Consorzio industriale provinciale e dell’Autorità portuale.

Un Piano complesso, sul quale alcuni consiglieri di minoranza sollevano dubbi sulla possibilità di astensione, prevista come obbligatoria se vi sono parenti affini al 4° grado, immediatamente chiariti dall’ufficio tecnico del comune. I dubbi del consigliere di Autonomia popolare, Davide Francesconi, si riferiscono al rispetto degli accordi con i proprietari, necessari per la stesura finale del Piano, a tutela del Consiglio e delle casse comunali. La mancanza di rispetto dei precedenti accordi procedimentali costeranno infatti al Comune svariati milioni di euro, in caso di approvazione del Puc così come è stato predisposto. Adottare il Puc significa attivare una procedura che porterà, con una tempistica stabilita dalle norme regionali, ad approvare il Piano, con una serie di verifiche anche pubbliche che consentiranno di intervenire laddove sarà necessario. «Ma non dobbiamo dimenticare che nel momento in cui adottiamo questo strumento, attiviamo una procedura sulla quale occorre prestare attenzione, perché – osserva il consigliere del Partito democratico Luciano Mura – gli uffici tecnici dovranno verificare la compatibilità delle diverse pratiche edilizie, sia con il nuovo sia con il vecchio Piano, e questo richiede molto tempo».

Il Puc è infatti uno strumento molto delicato che investe interessi importanti e che non può essere analizzato in maniera superficiale, «pertanto dovremo evitare di partire col piede sbagliato, impedendo di far sorgere, all’atto dell’adozione, una serie di contenziosi che ritarderebbero in maniera grave l’approvazione del Piano urbanistico», avverte Mura. Il rischio è che, per la doppia conformità, negli uffici tecnici si depositino centinaia di pratiche edilizie da esaminare. Alcune situazioni esaminate dal consigliere Mura, mettono in evidenza atti previsti nel Puc, non approvati dal consiglio comunale, che rischiano di scatenare un meccanismo di contenzioso senza fine. Da qui la proposta di Mura di rimandare l’adozione del Piano, per esaminare in commissione urbanistica le problematiche emerse. Dai banchi della maggioranza rispondono i consiglieri Gilda Usai, Giuseppe Borgacci e il Presidente del Consiglio, Ivan Cermelli che bocciano la proposta di Mura, sottolineando l’esigenza di continuare a lavorare per la città e che pretestuose richieste non possono essere accolte, perchè rimanderebbero ulteriormente l’adozione del Puc, la cui approvazione si attende dal 1982, e che dopo un travaglio che dura ormai da 12 anni (dal 2003) è arrivato il momento di adottarlo per arrivare presto alla sua approvazione.

Il presidente della commissione urbanistica, Carlo Cossu difende il Piano urbanistico comunale, elaborato attraverso una programmazione e un cronoprogramma partito dal settembre del 2013, permettendo alla commissione di riprendere dal cassetto la bozza del Puc e lavorare con continuità. Dieci riunioni di commissione che secondo Cossu hanno portato ad un risultato soddisfacente. Di qui i toni tra il consigliere Mura e il consigliere Borgacci si sono riscaldati portando l’opposizione ad abbandonare l’aula consiliare. Ma le considerazioni presentate da Mura hanno destato qualche preoccupazione nelle fila della maggioranza, che ha così votato un emendamento accogliendo le osservazioni del consigliere, prima di procedere all’adozione del Piano urbanistico comunale. Ora si attiverà la procedura dei 60 giorni, entro la quale si apre la fase delle osservazioni fatte dai cittadini e dalle associazioni, che si concluderà con l’ approvazione del Puc.
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