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Porto Torres 24notizieportotorresEconomiaLavoro › Fiumesanto, Uiltec: vigiliamo sui cechi Eph
Mariangela Pala 13 gennaio 2015
Il sindacato Uiltec, per scongiurare una nuova esperienza negativa di E.On, invita le istituzioni e la politica a verificare nel concreto i piani di sviluppo del nuovo soggetto industriale ceco Eph
Fiumesanto, Uiltec: vigiliamo sui cechi Eph


PORTO TORRES - «Forse riusciamo prossimamente a non sentir parlare più di E-On, anche se anche oggi purtroppo se ne parla negativamente, per l'ennesima mancata catastrofe, per fortuna o non si sa bene perché o per cosa, non si è fatto male nessuno, ma di questa azienda e del suo management non se ne può più davvero», - critica duramente il Coordinatore regionale Uiltec-Uil, Franco Peana. Nella giornata di ieri una parete di calcestruzzo della sala macchine del Gruppo 2 è crollato, distruggendo interamente un pikup dell'impresa Sardil, per fortuna non erano presenti addetti ai lavori nei pressi. «Un destino inesorabile quello di E-On, essere ricordata per gli incidenti, l'inquinamento,gli esuberi, gli scioperi. Forse qualcuno ci ha ascoltato, dopo due anni e mezzo di lotte, preoccupazioni, apprendiamo oggi dalla stampa specializzata prima, e da una conferma data alla nostra segreteria Nazionale poi, che gli asset del termoelettrico in Italia, pari a 4500 Mw, verranno venduti al Gruppo Eph», sostiene il segretario Peana.

A sorpresa si aggiudicano la gara i Cechi di Eph, gli stessi pretendenti degli asset di Enel presenti in Slovacchia, vogliono essere presenti anche in Italia, sino a spuntarla nel risiko dell'energia europeo riuscendo ad acquistare E-On. In principio il soggetto industriale Eph appariva come un inaspettato pretendente di cui non perveniva nello stivale notizia alcuna. Da indiscrezioni pare che la società ceca abbia già concluso in passato operazioni importanti con E-On, ora proprietaria anche di Fiumesanto e degli impianti a gas sparsi in Italia. La Energeticky a Prumyslovy Holding(Eph), primario operatore nazionale che sarebbe in lizza per l’acquisto del 66%, proprietà di Enel, della società slovacca e controllata dal governo di Praga, Slovenske Elektrarne(Se), pare stia facendo”shopping” in modo esteso, concretizzando importanti acquisti da Gdf Suez,Edf,Sse,Spp, con una forza lavoro di 8mila dipendenti.

L’azienda ceca si occupa di estrazione di carbone, produce energia elettrica con circa 1750Mw da fonti convenzionali e rinnovabili, 57 Mld di mc di gas trasportato principalmente dalla Russia, impegnata anche nel trading di energia e teleriscaldamento. «Insomma pare un soggetto industriale niente male, anche se come Uiltec non ci facciamo prendere da facili entusiasmi, a suo tempo pensavamo lo stesso di E-On, invece questi hanno portato di nuovo a Fiumesanto solo le divise», - commenta Peana. «Sino alla fine subiamo come sardi la scorretezze di E.On: tagliare fuori il territorio, le istituzioni, i sindacati dalla partita della vendita degli asset energetici della multinazionale tedesca, apprendere la notizia dalla stampa, non dai suoi responsabili, dimostra il tenore della considerazione e delle cattive relazioni tenute», ribadisce il segretario regionale della Uiltec.

Il sindacato non intende partecipare a chissà quale oscura mediazione o inenarrabile traffico ma semplicemente «per continuare il mestiere che fino ad oggi ha diligentemente e scrupolosamente fatto il sindacato e cioè: vigilare e denunciare», - precisa Peana. «È innegabile che come Uiltec, siamo sempre stati i primi ad avvisare le istituzioni pubbliche ed i cittadini di eventi occultati o di pericoli o ancora di tresche cupe, spesso riuscendo anche a vanificare sul nascere le “cattive azioni” ed a volte anche non riuscendo in niente, causa il mancato ascolto dei Preposti Istituzionali», sostiene il segretario Peana. La Uiltec- Uil spiega come l’esperienza forse giunta al termine, con la multinazionale tedesca E.On e della sua classe dirigente, abbia fatto capire come un territorio possa subire una “calata barbara” alla conquista di risorse economiche, paesaggistiche ed ambientali.

«E.On, con i suoi dirigenti sia stranieri che italici, ha dimostrato come si riescano a drenare fondi pubblici in iperboliche speculazioni finanziarie, come si possano sfruttare le “infrastrutture strategiche” portandole alla morte per “spremitura selvaggia”, come si possa impunemente offendere ed inquinare il territorio ospitante senza pagare alcun pegno della propria dissennatezza», - aggiunge Peana. Il sindacato elettrico per oltre 2 anni e mezzo, ha scioperato contro E.On per costringerli a rispettare gli impegni industriali sottoscritti e per non impoverire ulteriormente il territorio che inquina, col licenziamento della metà della forza lavoro.
«Il sindacato Uiltec, per scongiurare una nuova esperienza che equivalga “il tutto negativo di E.On”, sarà impegnata a vigilare , ammonire, denunciare quando necessario, per evitare che abbia a ripetersi quanto accaduto in questi ultimi anni», conclude Franco Peana. Pertanto il sindacato invita le istituzioni e il mondo della politica, a verificare nel concreto i piani di sviluppo del nuovo soggetto industriale, facendo da subito assumere e rispettare gli impegni presi.
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