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Porto Torres 24notizieportotorresPoliticaAmministrazione › Mozione, Francesconi (Ap): «La sede legale di Eph a Porto Torres»
Mariangela Pala 13 gennaio 2015
Incoraggiare ogni azione necessaria affinché l’insediamento della società ceca Eph, futuro proprietario della Centrale di Fiume Santo, avvenga direttamente nel territorio. Mozione di Francesconi (Ap)
Mozione, Francesconi (Ap): «La sede legale di Eph a Porto Torres»


PORTO TORRES - Incoraggiare ogni azione necessaria affinché l’insediamento della Società ceca Eph, futuro proprietario della Centrale Termoelettrica di Fiume Santo, avvenga direttamente ed immediatamente nel territorio. E’ l’invito fatto dal Consiglio comunale al sindaco Beniamino Scarpa, attraverso una mozione presentata dal consigliere di Autonomia Popolare, Davide Francesconi. Sette centrali elettriche italiane passano dalle mani dei tedeschi ai cechi, tra cui anche Fiume Santo. «Siamo ormai arrivati agli ultimi colpi di coda nelle trattative che interessano la vendita della Centrale di Fiume Santo e la conseguente liberatoria dipartita di E-On dal nostro territorio», - si legge nel documento.

Dal punto di vista dei tedeschi, il disimpegno dall’Italia risponde alla necessità di tagliare il debito facendo cassa. E’ tutto nero su bianco nella mozione presentata da Francesconi:«Per tutti, gli ultimi anni sono stati fondamentali per avere conferme che la nostra isola, finora, è stata terra di conquista a favore di chi, approfittando del buon senso del popolo e di una politica abbastanza remissiva, vittima di una crisi socio economica importante, ha “spremuto un frutto ricco di vitamine”, lasciando ogni volta a noi stessi il compito di “raccogliere la buccia, gli avanzi”, prodotti da inquinamento e abbruttimento dei territori». Sono di esempio, infatti, il susseguirsi delle varie multinazionali nel settore chimico che, dopo aver creato enormi profitti, «cercano di sottrarsi al loro ruolo primario di protagonisti nella bonifica del territorio, inventandosi attività alternative e paleative (vedi Chimica Verde)», - si rileva nella nota.

L’investimento per il risanamento ambientale, infatti, ricadrebbe positivamente direttamente sul territorio, sia con l’impiego di personale locale per le attività che, non da meno, con la rimessa nelle nostre disponibilità dei terreni inquinati, una volta bonificati. «Di contro, tali attività, essendo una spesa e non un investimento, non rendendo economicamente, spingono le multinazionali a sviare il problema, - si legge nel documento - cercando di prendere tempo, per liberarsi “di un peso” e abbandonare l’Isola». Un chiaro riferimento alla società tedesca E-On che, messa alle strette sugli investimenti riguardanti la realizzazione del 5° gruppo a carbone e le bonifiche ambientali, dopo aver creato profitti incalcolabili sulle spalle del territorio avviando processi che non hanno di certo avuto lo spirito di salvaguardare l’occupazione o l’ambiente, attraverso la diminuzione delle attività e gare al ribasso, con importi in linea o addirittura inferiori a 10 anni fa. E non sono un segreto i vari incidenti susseguitisi negli anni, tra i quali il disastro ambientale per lo sversamento di Olio Combustibile in mare, conseguenza della carente manutenzione degli impianti che hanno esposto i responsabili della Centrale a varie denunce.

«Non a caso, - si riporta nel documento - alcune gare hanno avuto anche una certa rilevanza economica e sono state gestite, in barba all’insediamento locale, dalle sedi E-On di tutta Italia tra le quali Terni, Tavazzano, Ostiglia a discapito di accordi col territori, accordi sindacali e programmi industriali». Ma non rappresentano un segreto, nemmeno gli affidamenti, non casuali, di forniture e servizi a basso contenuto tecnico tra i quali Pulizie civili, manutenzione ascensori, antincendio e fornitura materiale antinfortunistico «tutti ad aziende ternane che, una volta insediate nel nostro territorio, hanno portato al licenziamento di personale locale, presente in centrale da 25 anni, a favore di manovalanza residente oltremare», - sottolinea Francesconi. A tutto questo si aggiunge che nei diversi incontri coi sindacati, «siamo stati informati di come la stessa E-On, - sostiene Francesconi - con uno stratagemma di acquisti e vendite interne a società estere a lei riconducibili, è riuscita a portare i profitti fuori dal territorio italiano».

La testimonianza, secondo quanto riporta il dispositivo, della poca trasparenza e limpidezza dei rapporti tra la multinazionale e gli Amministratori del territorio, il cui comportamento è risultato «finalizzato al mero profitto, disinteressato ad un territorio che chiede aiuto sia dal punto di vista occupazionale che ambientale», - afferma il consigliere di Ap. Pertanto il Consiglio comunale invita il sindaco ad intercedere con azione di convincimento affinché la futura Sede legale della società ceca Eph, venga mantenuta in loco per poter ottenere il giusto riconoscimento relativo al pagamento degli oneri fiscali. Inoltre si chiede al sindaco di intervenire perché vengano insediate, nel territorio di Porto Torres, la futura Sede amministrativa ed il Procurement, al fine di ottenere una più semplice e agevole trattativa con le aziende del territorio costrette, fino ad oggi, ad un esborso extra per recarsi fuori dal territorio sardo. Infine, il documento del consigliere Francesconi, invita il Presidente del Consiglio, Ivan Cermelli: «Ad appoggiare le presente mozione con un’azione forte e di coinvolgimento, nelle varie assisi comunali del territorio affinché venga votata all’unanimità».
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