Porto Torres 24
Notizie    Video   
NOTIZIE
Porto Torres 24 su YouTube Porto Torres 24 su Facebook Porto Torres 24 su Twitter Alguer.cat
Porto Torres 24notizieportotorresLettereCronaca › Porto Torres: caso Domo Mea, lettera dei familiari
M. P. 28 gennaio 2015
In seguito all’articolo pubblicato ieri sulla pagina di Portotorres24.it, in cui si comunicava la notizia della chiusura della casa di riposo "Domo Mea", intervengono i familiari degli ospiti
Porto Torres: caso Domo Mea, lettera dei familiari


PORTO TORRES - In seguito all’articolo pubblicato ieri sulla pagina di Portotorres24.it, in cui si comunicava la notizia del sequestro, sgombero e chiusura, della casa di riposo "Domo Mea" a Porto Torres, da parte della Procura di Sassari, alcuni familiari dei pazienti ospiti della struttura di via Emilio Lussu hanno chiesto di esprimere la loro opinione in merito. Di seguito la lettera integrale inviata al giornale dai familiari degli ospiti della casa di riposo.

Siamo un gruppo di familiari degli ospiti della casa di riposo “Domo Mea”. A seguito dell'articolo pubblicato ieri, 27 gennaio 2015, sul sito internet www.notizie.Portotorres24.it relativo alla residenza per gli anziani sopracitata, sentiamo il bisogno di esprimere la nostra opinione in merito. Ciò che ci spinge ad intervenire, innanzitutto, è l'affetto che ci lega ai nostri cari, in secondo la nostra coscienza, che non può accettare che ai gestori e al personale della struttura venga fatto un processo indebito, dopo tutta l'umanità e la professionalità che hanno dimostrato accudendo i nostri cari. Inoltre, ci sentiamo personalmente chiamati in causa, dato che nell'articolo siamo stati dipinti come parenti anonimi e all'oscuro sulla vicenda, cosa non vera, in quanto tutti noi conosciamo la diatriba che ha travolto la casa di riposo “Domo Mea” ed in cui anche noi, siamo stati da tempo trascinati insieme ai nostri cari.

Ciò che ci preme di più in questa lettera è ribadire la nostra soddisfazione sulla struttura e sottolineare che le nostre considerazioni e opinioni in merito, non sono maturate in seguito ad un “sentito dire”, ma sono frutto della quotidiana esperienza che viviamo con e attraverso i nostri cari presso la struttura. Infatti, giornalmente, tutti noi trascorriamo del tempo presso la casa di riposo e abbiamo potuto constatare, personalmente, oltre alla serietà, quanta umanità c'è nelle attenzioni che il personale riserva indistintamente a tutti gli anziani. Inoltre, uno degli aspetti che apprezziamo di più e che è stato determinante nella scelta della struttura, è la flessibilità negli orari di visita: a qualunque ora del giorno ci è consentito entrare in struttura per sincerarci delle condizioni dei nostri cari, cosa non ovvia, visto che nella stragrande maggioranza delle case di riposo, si sa, devono essere rispettati degli orari di visita standard. Abbiamo da tempo deciso di partecipare al colloquio con i Servizi Sociali del Comune di Porto Torres, ma soltanto per ribadire il fatto che i nostri familiari non vogliono abbandonare la struttura e pertanto, deve essere trovata una soluzione che rispetti il loro volere.

Non sono dei “pacchi postali”, ma delle persone con dei sentimenti; molti di loro all'interno della struttura hanno raggiunto un equilibrio psico-fisico e riteniamo che ciò sia dovuto anche all'affetto e alla complicità che si è venuta a creare fra gli ospiti, oltre che al calore ed alla comprensione che tutto il personale ogni giorno dimostra loro, come una seconda famiglia. Solo su una cosa ci riteniamo in accordo con l'articolo pubblicato ieri: questa è una storia triste dove a pagare le conseguenze di questo eventuale forzoso spostamento è la fascia più debole, i nostri anziani, ed è per questo che noi parenti siamo pronti ad opporci all'unanimità alla chiusura della casa di riposo con tutti i mezzi a nostra disposizione in ragione della stima che i gestori e tutto il personale è riuscito a meritarsi da tutti noi familiari nel tempo, ma soprattutto, in ragione dell'Amore che ci lega ai nostri cari.


I familiari
Commenti
18:20
Protesta di un 44enne fotografo milanese, ma residente ad Olbia, davanti al tribunale di Tempio Pausania
27/9/2016
Un bandito con il volto coperto e armato di pistola ha fatto irruzione nel negozio "Il tuo gioiello" e minacciando il titolare, un uomo di 50 anni, lo ha obbligato a consegnare l´incasso, circa 20 euro e vari gioielli e monili per un valore di mille euro
28/9/2016
Gli investigatori della Mobile hanno visionato i filmati delle telecamere presenti nella via di Cagliari dove sarebbe avvenuto il fatto, ma non è emerso nulla
27/9/2016
Il colpo non è riuscito e i tre rapinatori si sono dati alla fuga. Sulle loro tracce i carabinieri della Compagnia di Siniscola che hanno istituito posti blocco in tutta la zona
© 2000-2016 Mediatica sas