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Mariangela Pala 1 marzo 2015
Il candidato a sindaco del Partito democratico, Luciano Mura, chiede che il progetto Syndial su Minciaredda vada rivisto nella parte relativa alla realizzazione della nuova discarica
Minciaredda, Mura (Pd): no a nuove discariche da Syndial


PORTO TORRES - Si riapre il caso della bonifica dell’ex discarica di Minciaredda. Un’area pianeggiante, estesa 35 ettari e situata ad appena 500 metri dallo specchio marino del Golfo dell’Asinara. Per 11 anni consecutivi (dal 1976 al 1987) nella discarica è finito ogni tipo di rifiuto speciale, qualunque scarto di lavorazione (cumene, fenolo, acetone, gli idrocarburi aromatici, il ciclosanolo, la fibra acrilica e altro). Un mix di veleni concentrato in una collina arrivata a contenere oltre 40 mila metri cubi di rifiuti altamente cancerogeni e per la gran parte interrati. Syndial ha annunciato di recente un' ipotesi di bonifica dell’area, attraverso la rimozione dei rifiuti e del terreno contaminato “on-site” e, nonostante l’impegno a presentare pubblicamente il progetto questo non è ancora avvenuto.

Questa tipologia di progetto per Minciaredda è stata rimandata al mittente da parte del Consiglio Comunale di Porto Torres e dal Consiglio Provinciale di Sassari con voto unanime. Già nel 2006 Syndial presentò il progetto per la messa in sicurezza permanente della discarica: la proposta prevedeva di tombare il sito, di realizzare una sorta di sarcofago di cemento che coprisse superficialmente la discarica con una struttura impermeabile multistrato. Una proposta a cui si oppose il Comune di Porto Torres di cui era sindaco Luciano Mura. Ancora oggi Syndial continua a ripresentare lo stesso progetto con azione di pressing nei confronti delle amministrazioni interessate, «indifferente alla volontà della popolazione e del territorio che vuole che tutti i rifiuti speciali, pericolosi e non, che si trovano a Minciaredda vengano rimossi, trattati e smaltiti secondo le normative vigenti e non importa a quale costo», denuncia il candidato a sindaco del Pd, Luciano Mura, per scongiurare qualsiasi possibilità di realizzazione di un ulteriore discarica "dei veleni".

La realizzazione di tale discarica aveva trovato, in passato, numerosi ostacoli sia tecnici che di opportunità, in un area già notevolmente compromessa e dove le possibilità di conferimento dei rifiuti presenti sia nella collina di Minciaredda sia provenienti dalle bonifiche dei suoli e sottosuoli, «è già garantita dalle discariche esistenti comprensivi degli ampliamenti già approvati o da approvare», sostiene Mura. La stessa Syndial, in altri siti di bonifica di interesse nazionale in similari condizioni di inquinamento da rifiuti, ha accolto la volontà delle amministrazioni per una asportazione totale dei rifiuti ivi presenti senza per questo avere approvata alcuna discarica.

«Nonostante la prossimità del bersaglio sensibile “mare”, in considerazione del gravissimo stato di contaminazione, evidenziato durante la caratterizzazione del sito, e confermato dai riscontri nel tempo effettuati, - sottolinea Mura - non è pensabile realizzare nuove discariche in quel sito ed è invece necessaria la completa rimozione e bonifica di tutti i rifiuti presenti». L’area industriale del nord Sardegna, oltre ad avere in carico tutti i rifiuti «provenienti, speriamo, dalle imminenti bonifiche del Sin, produce circa il 40% di tutti i rifiuti speciali dell’intera Regione Sardegna», aggiunge l’ex sindaco Mura. Considerato che nell’area di provenienza dei rifiuti speciali del nord Sardegna sono già presenti diversi impianti di smaltimento e recupero inseriti nel sistema impiantistico regionale comprese tre discariche di categoria D1n per rifiuti speciali non pericolosi, «riteniamo che il progetto vada profondamente rivisto - conclude Mura - nella parte relativa alla realizzazione della nuova discarica e qualsiasi altro tentativo debba essere impedito».

* Minciaredda
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